AKREA – Stadt Der Toten Träume

 
Gruppo: Akrea
Titolo:  Stadt Der Toten Träume
Anno: 2013
Provenienza: Germania
Etichetta: Drakkar Entertainment GMBH
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TRACKLIST

  1. Erwachen
  2. Geisel Einer Sünde
  3. Seelentanz
  4. Feuer Und Licht
  5. Alter Freund
  6. Einsames Medium
  7. Unbekannte Ferne
  8. Schleier Aus Blüten
  9. Der Preis Der Freiheit
  10. Stadt Der Toten Träume
  11. Fundament Der Existenz
  12. Letzte Lektion
  13. Verlassen
DURATA: 54:06
 

Nel corso dell'ultima decade la Germania ha dimostrato di possedere una scena melodic-death alquanto fiorente, riuscendo a tenere il passo anche della più quotata Finlandia, mentre la Svezia ormai sembra arrancare, avendo perso per svariati motivi i pezzi più importanti della scacchiera lungo il percorso.

Nei mesi scorsi ho avuto il piacere di scrivere di realtà giovani come quelle degli Harasai e dei Burial Vault, ora è il turno degli ex Inner Aggression tramutatisi nel tempo negli Akrea e del terzo sigillo in discografia intitolato "Stadt Der Toten Träume". I cinque musicisti teutonici hanno appreso e anche bene la storia del genere e le sue evoluzioni, infatti il suono proposto si è affinato di album in album e in quest'ultima prova i brani ne rappresentano in toto l'essenza: al loro interno possiamo riscontrare la presenza della compattezza e dell'irruenza genuina appartenute alla prima ondata, lo sviluppo maggiormente melodico e atmosferico che iniziò a prendere piede con elevata intensità nella seconda e in parte decisamente minima riferimenti alle intrusioni della variante 'core che segnò l'ennesimo punto di svolta con l'ingresso nel terzo millennio.

Gli Akrea sono in grado di gestire le proprie risorse al meglio: il lavoro in chiave ritmica eseguito dalle chitarre di Fabi e Schäffer, con il secondo libero di ritagliarsi spazi in ambito solistico, è efficace e sempre ben calibrato nel garantire sia la dovuta robustezza che l'impatto melodico adeguato alla canzone in corso; sono altrettanto valide sia la prova dell'asse basso-batteria, che vede Chris e Jonas Nelhiebel sbattersi per rendere vario e dinamico l'accompagnamento, sia quella di Sebastian Panzer, il cui cantato in lingua madre non mi ha mai fatto impazzire, pur se la sua voce, graffiata e potente, risponde bene a ciò che l'orecchio si attende d'udire da un'ugola dedita a questo stile.

I tredici episodi racchiusi in "Stadt Der Toten Träume" sono ben composti, suonati e prodotti, puntano chiaramente al cuore di coloro i quali con dedizione supportano questo panorama musicale e amano entrare in possesso di dischi di tale tipo, inoltre evidenziano anche un'ulteriore crescita del quintetto bavarese che proseguendo su questa strada potrebbe riuscire a migliorarsi ancora. I ragazzi sono bravi e di passo in passo ce lo stanno dimostrando.

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