Albireon - La Bellezza Di Un Naufragio 1998-2018

ALBIREON – La Bellezza Di Un Naufragio 1998-2018

Gruppo:Albireon
Titolo:La Bellezza Di Un Naufragio 1998 – 2018
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Toten Schwan Records
Contatti:Sito web  Facebook  Spotify
TRACKLIST

  1. Canto Del Vento Lontano 2018
  2. Nel Nido Dei Ragni Funamboli – Remix 2018
  3. Celebrazione Di Un Oblio [con Mauro Berchi]
  4. Gli Aironi – Remix 2018
  5. Snowflake 2018 [con Tony Wakeford]
  6. Chaosinsomnia
  7. Ninèta 2018 [con Francesca Nicoli]
  8. Liù Dorme – Remix 2018
  9. Imbrunire 2018 [con Gianni Pedretti]
  10. Mr. Nightbird Hates Blueberries 2018
  11. Il Deserto Dei Tartari 2018 [con Corrado Videtta & Daniele Landolfi]
  12. Like Stars In Winter Rapture – Remix 2018
  13. Ala Di Falena 2018 [con Sonne Hagal]
  14. Inquietudine – Remix 2018
  15. Through Winter Fires 2018 – Medieval Mix [con. Bard Oberon]
  16. Ballata Delle Rovine – Remix 2018
  17. Spighe [cover Sonne Hagal]
  18. Falene
DURATA:75:36

Riassumere la storia degli Albireon in una raccolta è impossibile, e riassumere la storia degli Albireon nella recensione di un album è ancora più impossibile. Vent’anni (anzi, ormai ventidue) di militanza tra le fila della musica alternativa, ma quella alternativa nel senso di diversa perché colta e con una cultura e una ricerca poetica alle spalle, non sono riassumibili in poche righe, tantomeno se la produzione artistica in questo ventennio è stata corposa e regolare.

Il progetto di Davide Borghi, Carlo Baja Guarienti e Stefano Romagnoli è uno dei pochi nomi davvero di riferimento del microcosmo neofolk-industrial-darkwave e affiliati in Italia: assieme a Canaan, Ataraxia, Argine, Camerata Mediolanense, Colloquio, Corde Oblique e pochi altri, gli Albireon sono riusciti a ritagliarsi un proprio spazio e una solida credibilità all’interno di questo mondo, e a valicarne i confini nazionali. La Bellezza Di Un Naufragio, che riprende frammenti sparsi dai numerosi lavori del gruppo pubblicati in questi due decenni, poi rielaborati per l’occasione, e li unisce ad alcuni inediti, non solo è considerato dalla formazione di Parma un nuovo album in tutto e per tutto, ma è anche un modo per certificare il rapporto stretto con un po’ tutti i membri di questa piccola grande famiglia.

Gli ospiti accolti per l’occasione in sala di registrazione si sprecano, e praticamente non manca nessuno dall’elenco dei progetti di cui sopra: c’è Mauro Berchi (Canaan e Neronoia, ex di Cultus Sanguine e Ras Algethi, oltre che patron di Eibon Records), vero e proprio colosso del sottobosco dark italiano che canta su “Celebrazione Di Un Oblio”, Francesca Nicoli degli Ataraxia che rilegge “Ninèta” (da Le Fiabe Dei Ragni Funamboli, 2013), Corrado Videtta degli Argine che partecipa alla meravigliosa “Il Deserto Dei Tartari” assieme a Daniele Landolfi (Instant Lakes e 1000 Club) e Gianni Pedretti dei Colloquio su “Imbrunire”. Questo solo per quanto riguarda gli ospiti italiani, perché il comparto internazionale prevede altri mostri sacri del calibro di Bard “Oberon” Titlestad su “Through Winter Fires”, Sonne Hagal su “Ala Di Falena” e nientemeno che il triplo e probabilmente ormai quadruplo mento di Tony Wakeford dietro il microfono per “Snowflake”. Va da sé che le band italiane che possono vantare un’ospitata di Sol Invictus si contano su una mano, e questo elencone di personalità dà l’idea da una parte di quanto La Bellezza Di Un Naufragio rappresenti qualcosa di importante per Borghi e i suoi compagni, ma anche e soprattutto di quanto gli Albireon abbiano seminato lungo il proprio ventennale percorso.

Mi sono concentrato fino a qui sugli ospiti e sulla forma di questo album perché, con l’eccezione di “Celebrazione Di Un Oblio”, tutti gli altri brani dell’album sono collaborazioni, riletture, remix e modifiche, e quindi non nuova musica nel senso stretto della definizione. Il che renderebbe superfluo affrontare singolarmente i testi di Davide Borghi, e a chi prima d’ora non fosse mai entrato in contatto con la sua creatura basta dire che si tratta di uno dei più delicati e immaginifici parolieri attualmente in attività nel Bel Paese. La sua voce, leggera e vagamente tremolante, e per questo perfetta per gli scenari che dipinge, dà corpo a immagini malinconiche rette su un sound che spazia tra il neofolk acustico della classica scuola DI6 e Sol Invictus (appunto) e derive molto più dark, medievaleggianti e a tratti sintetiche, senza precludersi nulla nel mezzo (il sax in “Nel Nido Dei Ragni Funamboli”, per dirne una, ancora più in evidenza nella versione remixata).

La Bellezza Di Un Naufragio è tante cose: la celebrazione di una carriera, la rilettura di materiale più o meno datato, una foto di classe della scena neofolk e dark nazionale (e non solo), una raccolta e al tempo stesso un nuovo album, ma anche un perfetto punto di accesso per chi non avesse mai incrociato il cammino degli Albireon, da oltre vent’anni una delle realtà nascoste più solide di casa nostra.

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