ALGAROTHSYUM – Wastelander's Epoch

ALGAROTHSYUM – Wastelander’s Epoch

 
Gruppo: Algarothsyum
Titolo:  Wastelander's Epoch
Anno: 2012
Provenienza:   Stati Uniti
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Introduction – The Birth Of A New World
  2. A Journey Of One, Part I
  3. A Journey Of One, Part II
  4. Spiraling To Realization
  5. Repose
  6. The City Of Ashes
  7. Part I – Another Day
  8. Part II – Zenith Upon The Barren Lands
  9. Part III – Premonition And The Race
  10. Part IV – Nuclear Funeral
  11. Travelling Song
DURATA: 61:32
 

I musicisti sono tutti degli zotici che vogliono polarizzare con la loro musica che sovente è solo una decorazione della loro arroganza.

Tutti?

Vhyle è già stato mio ospite nel 2011 per la recensione del suo demo prodotto con grande passione. Da quanto ho capito, lui vede nella musica un modo per vivere la sua creatività e compone perché ama farlo, né più né meno. È il tipo di musicista cui auguro veramente di avere un minimo di successo e di ricevere una buona fetta di riconoscenza da parte del pubblico.

Questo lavoro puramente strumentale è stato inciso nel giro di sette mesi, da ottobre dell’anno scorso. La versione a pagamento, costa solo sette dollari, è ottenibile sul sito Bandcamp di Vhyle in ogni formato digitale possibile e contiene informazioni, copertina con tanto di wallpaper. Tutto è stato eseguito dall’artista stesso, sostenuto solo da un ospite, Brett Cox, per l’assolo di chitarra in "Part II – Zenith Upon The Barren Lands".

Che cosa ci racconta la musica? Incontriamo la ripresa del demo con una bella evoluzione verso l’atmosfera in tutti i sensi. Un ampio ventaglio d’influenze scorre nelle note suonate dallo statunitense. Lentamente credo di trovare anche tocchi della scuola del signor Friedman in questo lavoro pieno di dettagli e sfumature. Penso che la batteria con le sue mitragliate scompaia a volte volutamente nel sottofondo; passaggi lenti e quasi suonati in sordina raccontano la storia di un viandante che tenta di sopravvivere nella solitudine post-apocalittica. L’insieme mi rammenta qui e là un progetto svizzero, i Sun Of The Blind. Note sobrie, quasi delicate accarezzano l’udito del pubblico anche nei frangenti più selvaggi che annotano qui e là dei toni variabili dal bombastico al cruento. Come già detto l’anno passato, è difficile catalogare questa musica. L’ascolto è una sfida che impegna parecchio l’attenzione del pubblico viziato e avido di varietà. Seguendo la settima traccia fino alla decima riceverete l’abbraccio della Suite intitolata "A Wastelander's Epoch" che dura più di venticinque minuti. Qui arriviamo al punto: il disco è quasi costruito come un libro basato su diversi capitoli legati fra loro. L’unico punto che trovo un poco negativo è la presenza di alcuni déjà vu contenuti nel lavoro, scale che paiono essere riciclate durante questi sessanta minuti di musica.

Il risultato del mio ascolto? Se guardo nella mia collezione, gli Stati Uniti sono relativamente poco rappresentati e ammetto di non essere troppo amico dei loro prodotti. Algarothsyum è nuovamente qualcosa che esce dai canoni dettati dal commercio della nazione di Obama. Sì, quest’artista è da sostenere! Passione – Commercio 1 a 0.

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