ALGHAZANTH – The Three-Faced Pilgrim

ALGHAZANTH – The Three-Faced Pilgrim

 
Gruppo: Alghazanth
Titolo: The Three-Faced Pilgrim
Anno: 2013
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Woodcut Records
Contatti: Sito ufficiale
 
TRACKLIST

  1. In Your Midnight Orchard
  2. To The Pearl On High
  3. Promethean Permutation
  4. AdraMelekTaus
  5. As It Is Fated
  6. With Sickle, With Scythe
DURATA: 46:08
 

Prima di iniziare a scrivere di "The Three-Faced Pilgrim", devo confessare la mia ignoranza nei confronti degli Alghazanth, dei quali ho solo qualche vago ricordo circa "Wreath Of Thevetat", nonostante siano attivi sin dagli anni '90. Per questa ragione mi sarà impossibile effettuare confronti o paragoni col passato; poco male comunque, perché così non sarò influenzato da alcuna aspettativa.

Questo nuovo disco è il settimo in carriera per i finnici e segna il ritorno di Thasmorg alla voce, dopo un decennio dedicato esclusivamente alla chitarra; inoltre il Nostro ha ceduto l'ascia al neo entrato Mordant per impugnare il basso. "In Your Midnight Orchard" è un ottimo biglietto da visita e mostra un gruppo affiatato ed esperto suonare un black metal sinfonico di classe ed elegante, talvolta maestoso, che ama la melodia e le velocità elevate, senza mai cadere nel caos (scordatevi gli Anorexia Nervosa), anche grazie a una produzione chiara dalla quale spicca sorprendentemente pure l'accompagnamento costante del basso. I nove minuti trascorrono senza accorgersene, fra stacchi in acustico, cori e un'atmosfera grandiosa e intensa.

Sfortunatamente non tutti i brani successivi riescono a replicare l'ispirazione iniziale e spesso quando gli Alghazanth si allontanano dalla loro formula vincente i risultati stentano ad arrivare: "Promethean Permutation" ad esempio riduce drasticamente la velocità e azzera il sinfonismo, senza sostituirlo con soluzioni degne di nota. Non convincono del tutto neppure "AdraMelekTaus" e "With Sickle, With Scyhte", in quanto il gruppo ha sfruttato una gamma di soluzioni troppo ridotta in fase di scrittura e che ripetendosi sul lungo periodo tende a perdere efficacia e colpire meno l'ascoltatore, specie in virtù del fatto che la durata dei pezzi è spesso sostanziosa.

È un peccato appurare che le notevoli doti del gruppo non si siano concretizzate in una scaletta di livello uniforme, ma soltanto discreta nel complesso e con qualche lampo ("To The Pearl On High" o "As It Is Fated", che sembra tornare ai fasti del primo brano citato) a illuminare la scena. In conclusione, gli Alghazanth hanno scoccato sei colpi da una faretra troppo stretta: nella metà dei casi sono riusciti a centrare il bersaglio grazie alla loro abilità, due volte ci sono andati vicino e in un caso addirittura hanno mancato nettamente il bersaglio, segno di una certa stanchezza. Il concetto di "brutto" è estraneo a questo disco, ma viste le potenzialità dimostrate in apertura mi sarei aspettato qualcosa di più da una formazione così esperta. Per queste ragioni quindi non scartate a priori "The Three-Faced Pilgrim", magari sarà comunque pane per i vostri denti.

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Un pensiero riguardo “ALGHAZANTH – The Three-Faced Pilgrim

  • 15 Gennaio 2014 in 20:50
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    Gli Alghazanth sono l’altalenanza fatta band, riescono sempre ad alternare pezzi più che buoni ad altri mediocri. Non ho ascoltato quest’album, ma finora hanno sempre seguito questo trend. Deduco che non hanno intenzione di cambiare.

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