Alkemy - The Ascension | Aristocrazia Webzine

ALKEMY – The Ascension

Gruppo: Alkemy
Titolo: The Ascension
Anno: 2021
Provenienza: Italia
Etichetta: Ad Noctem Records
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TRACKLIST

  1. Debris Of A Smile
  2. Horror Vacui
  3. After Midnight
  4. Desecrating March
  5. Damn Dynamic
  6. Neverending Ascension
DURATA: 26:33

Dopo il digiuno intermittente di live a cui questi oltre due anni di catastrofe preannunciata dai Cattle Decapitation ci avevano abituati, imbattersi in band interessanti vedendole calcare le assi di un palco è una sensazione assai piacevole. È stato così, infatti, che ho scoperto l’esistenza degli Alkemy in maniera del tutto fortuita, grazie a una convincentissima esibizione allo Slaughter Club di Paderno Dugnano. I potenti mezzi del web mi hanno poi consentito di carpire qualche informazione sparsa qua e là sul quartetto, che esiste dal 2014 e la cui discografia consta di qualche singolo e due EP, il più recente dei quali si intitola The Ascension e ha visto la luce (o forse sarebbe meglio dire il buio) sotto l’egida della Ad Noctem Records.

Gli Alkemy fissano le proprie coordinate musicali nel bel mezzo di quella foresta pluviale di mazzate che è il deathcore: fedele ai dettami del genere, la band non lascia certo digiuni di breakdown abissali misti a pestate forsennate, chitarre al vetriolo e linee vocali tra scream e growl che, fin da subito, promettono molti bei momenti brutti. Ciò che porta realmente il gruppo a distinguersi dalla massa fluorescente e purulenta di gruppi deathcore, tuttavia, sono i tocchi personali con cui farcisce i brani di The Ascension, riuscendo con successo a sorprendere l’ascoltatore. La capacità degli Alkemy di distinguersi è data innanzitutto dall’abilità nel mescolare la ferocia e la staticità e nell’utilizzo di influenze diverse all’interno di alcune tracce dell’EP. In questo senso, a mio avviso l’accostamento più riuscito è quello fra il pig squeal lacerante di “After Midnight” e le atmosfere da dark cabaret di “Desecrating March”, dove troviamo anche un intermezzo strumentale che animerebbe perfettamente le serate danzanti di un castello infestato.

Ho ascoltato The Ascension circa una quindicina di volte e non ho ancora trovato alcun motivo per stufarmene, segno del fatto che si tratti di un disco valido e che sia buon pretesto per scoprire gli Alkemy, un’ulteriore realtà nostrana da tenere d’occhio per il futuro.