ALTAAR – Altaar

Informazioni
Gruppo: Altaar
Titolo: Altaar
Anno: 2013
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Indie Recordings
Contatti: facebook.com/altaarnorway
Autore: VACVVM

Tracklist
1. Tidi Kjem Aldri Att
2. Dei Absolutte Krav Og Den Absolutte Nåde

DURATA: 34:12

Nati come espressione solistica di Andreas Tylden, già attivo negli heavy metallers Thunderbolt e nei ben più cupi One Tail, One Head, gli Altaar si sono progressivamente trasformati in un gruppo vero e proprio che vede fra le proprie file musicisti di varia estrazione: da Sten Ove Toft, sound artist discreto e avvezzo a contaminazioni noise e industrial, a Didrik Telle ed Espen Tørressen Hangård, coinvolti in gruppi estremi del sottobosco norvegese.

"Dødsønke", l'esordio dei Nostri ormai risalente al 2009 (e autoprodotto), era una grezza commistione di doom e black metal, con incursioni elettronico-rumoristiche acerbe per non dire scontate, in cui però si intravedeva l'embrione che avrebbe portato alla nascita di questo primo album (dalla durata esigua) bi-traccia. Quelli che sull'ep risultavano maldestri e avulsi tentativi di sperimentazione sonora su "Altaar" cambiano forma, come camaleonti si mimetizzano nelle più canoniche tessiture doom, materia prima di cui Tylden non può e non deve fare a meno. È indicativo di questa nuova e sostenibile convivenza il fatto che gli attacchi dei due brani mostrino esattamente le due anime espressive di cui sopra, dapprima facendole procedere in solitaria e poi accorpandole, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Così "Tidi Kjem Aldri Att" comincia doom, con un retrogusto che sa di rock, e finisce col farsi sorreggere da un fondo strisciante di droni, oscillazioni e percussioni tombali; mentre "Dei Absolutte Krav Og Den Absolutte Nåde" parte da quel fondo, meno tetro e più isolazionista, per introdurre l'episodio più pesante e sofferente di "Altaar", impreziosito da alcune linee vocali incastonate tra arpeggi solenni e inattesi blast beat.

È indubbio che la Indie Recordings abbia ulteriormente arricchito il proprio roster, assicurandosi la stampa di questo gioiellino della durata che supera di poco la mezz'ora; così come è indubbio che gli Altaar si siano trasformati in una realtà da tenere d'occhio, sperando che diano presto seguito a quanto di buono hanno saputo produrre finora.

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