ALTAR OF OBLIVION – Grand Gesture Of Defiance

ALTAR OF OBLIVION – Grand Gesture Of Defiance

Informazioni
Gruppo: Altar Of Oblivion
Titolo: Grand Gesture Of Defiance
Anno: 2012
Provenienza: Danimarca
Etichetta: Shadow Kingdom Records
Contatti: facebook.com/pages/Altar-of-Oblivion/139296410507
Autore: Mourning

Tracklist
1. Where Darkness Is Light
2. The Graveyard Of Broken Dreams
3. In The Shadow Of The Gallows
4. The Smoke-Filled Room
5. Sentenced In Absentia
6. Final Perfection

DURATA: 34:43

Gli Altar Of Oblivion sono uno di quei nomi che nel circolo doom underground girano ormai dai un paio d’anni e del quale si dice un gran bene grazie al demo “The Shadow Era” del 2007 e al debutto “Sinews Of Anguish” del 2009, che avevano piantato delle basi solide e permesso alla band danese di farsi conoscere.
Il 2012 ci offre una doppia uscita, è infatti stato pubblicato in gennaio l’ep “Salvation” mentre adesso è il turno del secondo disco “Grand Gesture Of Defiance” rendere felici le nostre orecchie con l’ennesimo viaggio in un mondo dove il sound melodico retrò, epico e oscuro degli svedesi Candlemass e Memory Garden, quello degli statunitensi Solitude Aeturnus e del mastro cerimoniere King Diamond si fondono, dando come risultato sei pezzi che sprigionano un fascino e un piglio irresistibili. In alcune circostanze sono particolarmente orecchiabili, è fantastica soprattutto la seconda traccia “The Graveyard Of Broken Dreams”, irresistibile nel ritornello.
Non c’è ombra di dubbio che gli Altar Of Oblivion abbiano seguito e appreso la lezione impartita dai nomi tutelari di questo panorama. Se tiriamo in ballo il fattore epico, ecco spiccare il riffato che adorna “In The Shadows Of Gallows”, con quel suo essere solennemente greve.
Le aree coperte dal sound classico sembra proprio non abbiano segreti per questi musicisti che le sviscerano e interpretano con sentimento e una resa strumentale invidiabile anche nei momenti più soft e melancolici, si veda ciò che avviene nell’acustica “The Smoke Filled Room”; mentre vocalmente sono le conclusive “Sentenced In Absentia” e “Final Perfection” a esaltare l’ugola di Mik Mentor, il quale alterna frangenti evocativi ad altri carichi d’inquietudine, la sua performance è per tonalità “nasale” alquanto “personale” oltre che una carta importante nella mano in possesso della formazione.
Le intriganti intrusioni delle tastiere e del mellotron, gli assoli e una ritmica che in più di una circostanza pare avere un vero e proprio “accordo” d’intesa con l’esecuzione delle linee vocali si aggiungono alla lista di dettagli positivi che disegnano un quadro rassicurante e di gradimento per gli appassionati della scena epic/doom.
Per coloro che avessero avuto modo in passato d’ascoltare i lavori precedenti questo “Grand Gesture Of Defiance” è da ritenersi inserito direttamente nel carrello degli acquisti; i restanti dovessero trovarselo sulla strada non farebbero di certo male acquisendone una copia, potrebbe essere lo spunto per guardare indietro e riscoprire la breve ma qualitativamente elevata discografia del gruppo.

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