ALTARS / HEAVING EARTH – Engulfed

 
Gruppo: Altars / Heaving Earth
Titolo: Engulfed
Anno: 2012
Provenienza: Australia / Repubblica Ceca
Etichetta: Nihilistic Holocaust
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TRACKLIST

  1. Altars – Husk
  2. Altars – Descent (Paramnesia, Part I)
  3. Heaving Earth – I Am Nothing
  4. Heaving Earth – Into the Depths Of Abomination
DURATA: 09:32
 

Dieci minuti scarsi di musica possono far venire l'acquolina in bocca? In certi casi sì. Il 2012, fra le tantissime proposte rilasciate in ambito death metal, ha visto inserirsi nel mucchio anche lo split realizzato dall'etichetta francese Nihilistic Holocaust, che ha unito gli australiani Altars e i cechi Heaving Earth. Entrambi sono presenti con due brani e pronti ad annichilirvi con prestazioni di stampo nettamente differente.

Le prime due esecuzioni sono affidate alla compagine proveniente da Adelaide, nella quale peraltro milita il batterista dei più noti Tzun Tzu, Alan Cadman. Il musicista fornisce una marcia aggiuntiva alle buone "Husk" e "Descent (Paramnesia, Part I)", aumentando il tasso di cattiveria nell'etere con una prova convincente e dinamicamente varia, grazie a pregevoli scorribande sul rullante, pregevoli quanto lo sono del resto le dilatazioni ritmiche ben accompagnate dal riffing sulfureo di Lewis Fisher. Il grugnito tombale di Cale Schmidt pone poi il sigillo su una rapida e grezza esibizione di death metal malefico; grezza proprio come la produzione che gli è stata affiancata. Il messaggio all'ascoltatore giunge diretto, privo di fronzoli e malsano, in stile Bloody Sign, Incantation e Dead Congregation.

Percorso questo tratto di viaggio, si giunge al bivio che conduce al secondo passaggio sonoro, entrano in scena gli Heaving Earth. La band non è del tutto nuova al sottoscritto, ebbi il piacere di scrivere del primo demo "Vision Of The Vultures" e da allora è passata parecchia acqua sotto i ponti: ci sono stati un paio di cambi in formazione e l'avvenuta pubblicazione di un altro demo intitolato "Diabolic Prophecies", dell'album di debutto che porta lo stesso nome e pure dell'ep "Redemption Ablaze". Proprio da questa ultima fatica vengono tratte le tracce "I Am Nothing" e "Into The Depths Of Abomination". Da quel vagito iniziale a oggi il suono non è poi cambiato così radicalmente, l'impronta di formazioni quali Immolation e Hate Eternal è rimasta viva e vegeta all'interno delle composizioni, mentre le strutture sono più complesse rispetto a quelle proposte dai compagni di avventura. L'impatto e la violenza sfruttano una dose di tecnica maggiore, come maggiore è del resto la cura in ambito di produzione, che risulta più pulita e adeguata a supportare l'aggressività dei due episodi. L'unica pecca rilevabile risiede nell'impostazione del cantato da parte di Michal Štepánek, ottimo nei Brutally Deceased, in questa circostanza decisamente meno solido e un po' piatto.

In definitiva "Engulfed" è un antipasto, lo si può gustare e accontentarsi in attesa di cibarsi di pietanze più sostanziose o evitarlo ritenendolo superfluo. In entrambi i casi la scelta potrebbe ritenersi corretta. L'ascolto di queste quattro canzoni non dispiace e per coloro che non si stancano mai di avere nello stereo del buon death metal ciò potrebbe bastare.

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