Altesia - Paragon Circus

ALTESIA – Paragon Circus

Gruppo:Altesia
Titolo:Paragon Circus
Anno:2019
Provenienza:Francia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Pandora
  2. Reminiscence
  3. Amidst The Smoke
  4. The Prison Child
  5. Hex Reverse
  6. Cassandra’s Prophecy
DURATA:56:56

Ho un appuntamento fisso con la Francia: una volta all’anno spunta un nuovo gruppo in grado di stuzzicare il mio interesse, soprattutto se il gruppo in questione segue le orme di un interessante prog tecnico. È il caso degli Altesia, formazione assolutamente fresca di primo lavoro, che non perde molto tempo per ricalcare tradizioni importanti come Dream Theater, Opeth (in versione melodica) o Haken.

Questo è provato sia dai continui fraseggi del chitarrista Alexis Casanova: i primi quattro minuti di “Reminiscence” potrebbero essere presi benissimo da un brano di LaBrie e soci, per poi passare a un groove molto Hakeniano verso la metà; sia dai cambi di ritmo improvvisi, in cui Casanova e la batteria di Yann Ménage dettano legge, creando atmosfere e dando forma ai singoli pezzi. Ma l’intero gruppo svolge un eccellente lavoro dal punto di vista tecnico, senza particolari sbavature: a voler davvero essere puntigliosi, la voce di Clément Darrieu a volte sembra quasi sprecata, tanto da parire intimorita dal voler osare. Si tratta davvero di un dettaglio minore, che sarei ben felice di riconsiderare in un prossimo album, anche perché tra la sua delicatezza e la sua adattabilità (davvero speciale in “Hex Reverse), c’è poco da recriminare a Clément, che è anche l’autore di testi e musica per tutte le tracce. Chi però forse trova meno spazio sono le tastiere di Henri Bordillon, sempre sullo sfondo e poco incisive (se non in piccoli sprazzi come in “Amidst The Smoke”). A livello tematico, il disco tocca brani di critica sociale, denunciando un po’ la condizione dell’uomo moderno, anche con una certa complessità (“The Prison Child”), in piena coerenza con l’invocazione iniziale a Pandora. Dispiace un po’ non essere riuscito a mettere mano sul libretto del disco, che purtroppo non ci è stato inviato, ma dalle immagini sembra offrire delle grafiche piacevoli.

Questo Paragon Circus è stata quindi una grande sorpresa, nel suo scorrere via con una semplicità incredibile, senza neanche rendersi conto che sia passata un’ora: un effetto che sinceramente non mi aspetterei mai da una prima opera di un gruppo, per di più autoprodotta, perciò davvero complimenti agli amici francesi! Ciò che però mi sento di sottolineare e consigliare, sperando che sia presa come critica costruttiva, è di trovare una propria strada e un proprio stile. Alcuni momenti di Paragon Circus sembrano proprio presi e armonizzati dai gruppi già citati all’inizio, rimaneggiando in maniera davvero sopraffina il risultato, ma è ancora fin troppo chiaro quali siano le ispirazioni. Non è un male saper replicare con grande bravura lo stile di altri, tuttavia per fare il botto serve maggiore unicità, e voglio pensare che gli Altesia abbiano i mezzi per dimostrarla.

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