ALTHEA – Memories Have No Name

 
Gruppo: Althea
Titolo: Memories Have No Name
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST

  1. Regression From Regrets
  2. Paralyzed 
  3. A New Beginning
  4. Revenge 
  5. Drag Me Down
  6. Halfway Of Me
  7. Intermediated pt. 1
  8. I Can’t Control My Mind
  9. Intermediated pt. 2
  10. Leave It For Tonight
  11. Memories Have No Name
  12. The Game
  13. Last Overwhelming Velvet Emotion (L.O.V.E)
  14. Take Me As I Am
  15. Anything We’ll Ever Be
  16. A Final Reflection
DURATA: 49:33
 

Gli Althea sono apparsi all'improvviso dai raggianti fumi dello smog milanese: il movimento underground della grande città che mi ospita è un continuo ribollire di idee e talenti e, questa volta, non posso che essere felice della nuova scoperta. Non tanto perché il buon quintetto meneghino propone un rock progressivo che ricorda molto quello melodico di Neal Morse e tutte le sue varie produzioni, quanto perché "Memories Have No Name" è un disco fatto e finito, talmente limpido che scorre via come se i cinquanta minuti di riproduzione volassero.

Benché le sonorità siano piuttosto gentili (con qualche piccolo momento di distorsione), il viaggio dei Milanesi tra ricordi e momenti di vita è più un'analisi postuma, potremmo dire quasi di presa di coscienza. Ecco quindi che "Halfway Of Me" è un po' il momento di lucidità dalla quale ci si rialza, "I Can't Control My Mind" è la perdita di disciplina e "Last Overwhelming Velvet Emotion (L.O.V.E)" è una ballata a tutto tondo autoesplicativa. E gli Althea riescono davvero bene nel rappresentare con parole e musica tutti questi stati d'animo, giocando sia con la durata dei brani che con le ritmiche: per esempio, la già citata "I Can't Control My Mind" è rapida e martellante, quasi come qualcosa che sappiamo di aver compiuto, ma senza ricordarne i dettagli. "Memories Have No Name" è un concept album ben studiato in effetti, forse non troppo brillante sul piano dei testi, ma piacevole da seguire e che rimane in testa soprattutto per i pregevolissimi giochi corali (come in "Revenge").

Anche tecnicamente, il gruppo svolge il proprio compitino. Abbandonata ogni idea di virtuosismo (come questo tipo di progressive spesso fa), la ricerca di melodie orecchiabili e coretti, poi ripetuti tematicamente durante l'album, crea un mix che non impressiona, ma non delude nemmeno. Certo, personalmente non impazzisco per la voce di Alessio Accardo: azzeccata probabilmente, tuttavia quel tono che mi ricorda troppo Tobias Sammet è sempre un enorme problema che difficilmente riuscirò a superare. Non è però il caso degli Althea, in cui Accardo suona bene e si amalgama con le atmosfere oniriche ricreate.

In definita, "Memories Have No Name" è un disco piacevole, un crescendo per un gruppo che sembra avere capacità e per il quale spero anche di riuscire a vedere presto originalità.

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