AMANTYDE – Madchen – Aristocrazia Webzine

AMANTYDE – Madchen

Informazioni
Gruppo: Amantyde
Titolo: Madchen
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Red Pony
Contatti: myspace.com/amantyde
Autore: Mourning

Tracklist
1. Creepy Crowlies
2. Join Me In The Desert
3. Dust Childhood
4. Summer Breeze
5. My Cold Room
6. My Enemy
7. Nothing But The Rain
8. Princess Of Lies
9. Zombie

DURATA: 34:32

AMANTYDE - Madchen Melodici, rock, metal, nu, alternative, definiteli un po’ come vi pare, gli Amantyde sono comunque in grado di farsi apprezzare da svariate tipologie d’ascoltatori e lo dimostrano con il secondo album “Madchen”.
Tralasciando il termine “gotico” del tutto fuori luogo per un disco che di decadente non ha nulla, al limite si percepisce una sottile linea malinconica in sottofondo e che ben si sposa con l’aura industrialoide e desertica di alcuni passaggi, la band nostrana sembra esser maturata, l’esposizione dei brani è interessante regalando momenti di pregio nell’opener “Creepy Crowlies”, “Dust Childhood” e “Nothing But Rain” nel quale le ruote degli ingranaggi compositivi e vocali possiedono la presa più ferrea e lavorata.
È piacevole un pezzo come “Summer Breeze” emotivamente intrigante soprattutto nel chorus, un potenziale singolo il cui contraltare è rappresentato dall’incazzata e più spessa “My Enemy” che permette al lato più aggressivo del combo veneto di venir fuori con tanto di distorsione alla voce a rafforzarne l’idea.
Purtroppo come spesso avviene non è tutto oro ciò che riluce, il growl in “Join Me In The Desert” è scontato, se la traccia avesse supportato maggiormente il mood rock più che le varianti metalliche ne avrebbe ricevuto maggior riscontro mentre “My Cold Room” è uno di quei brani che stanno lì a riempire la situazione, non male ma nulla che sposti la bilancia in positivo o negativo, stesso discorso vale per “Princess Of Lies”, mancano le rifiniture che le rendano più che una semplice sufficienza messa lì.
Le battute finali di “Madchen” sono affidate a una delle migliori cover di “Zombie” dei Cranberries che abbia sinora ascoltato, molto vicina al loro stile senza rinnegare l’essenza della formazione di Dolores O’Riordan.
È un cantiere ancora in corso quello degli Amantyde, una forma di maturità artistica inizia a palesarsi lasciando dietro di sè alcuni sentori “adolescenziali” da cui dovranno staccarsi per raggiungere l’obbiettivo fissatosi, in questo caso “Madchen” si pone come un buon punto di partenza, c’è da andare oltre in fase di songwriting e acquisire un altro pizzico di personalità, la strada imboccata è quella giusta.