AMEDERIA – Unheard Prayers

 
Gruppo: Amederia
Titolo: Unheard Prayers
Anno: 2014
Provenienza: Russia
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. Eden
  2. Who We Are
  3. Loneliness In Heaven
  4. The Dance Of Two Swans
  5. Forbidden Love
  6. Angel's Fall
  7. Together
  8. Sunset
DURATA: 1:01:40
 

Per un motivo o per un altro, è da un po' che non mi avvicino a nuovi nomi dell'area gothic-doom, eppure si tratta di un genere che mi ha accompagnato a lungo attraverso i soliti noti e altri personaggi meno noti. Stavolta ho l'occasione di "tornare giovane" per un momento grazie ai russi Amederia, che sono in realtà un progetto con quasi dieci anni di vita tra varie difficoltà sulle spalle e un disco di discreto successo nella scena datato 2008, "Sometimes We Have Wings". Da allora, circa sei anni di silenzio prima di poterli riascoltare con un lavoro piuttosto maturo, che mi ha riportato indietro con la mente ai tempi in cui queste sonorità la facevano da padrone tra i miei ascolti.

Arriviamo all'album vero e proprio, la bella intro strumentale di piano "Eden" ci accompagna all'ingresso di un mondo che conosciamo fin troppo bene, che somiglia sinistramente a quello reale. Avanza il dubbio, o la quasi certezza, che le nostre speranze e preghiere restino inascoltate come messo in evidenza dal titolo. Dai punti di vista sia iconografico che sonoro, siamo confortevolmente all'interno del canone gothic-doom, con tanto di carillon che apre la strada verso le riflessioni di "Loneliness In Heaven". Il mai troppo abusato gioco a due voci — tra il growl di Damir Galeev e la voce pulita di Gulnaz Bagirova — è la nostra guida attraverso "Unheard Prayers".

Non manca la ballata d'ordinanza "The Dance Of Two Swans", eseguita quasi completamente con piano e voci pulite, e la outro "Sunset" che incornicia la riflessione del complesso originario del Tatarstan. Qualche guizzo leggermente più inusuale in "Angel's Fall" aggiunge qualcosa di più al lavoro. In generale, le canzoni non risultano troppo lunghe nonostante alcune durate possano far credere il contrario, le atmosfere sono ben riuscite e il disco molto coeso.

Non siamo di fronte all'album che reinventa un genere che vive di discreta rendita da qualche anno a questa parte, ma possiamo sicuramente parlare di un lavoro solido che piacerà agli ascoltatori dei vari Draconian, Saturnus e compagnia.

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