AMERICAN HOLLOW – Whisper Campaign

 
Gruppo: American Hollow
Titolo:  Whisper Campaign
Anno: 2010
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Terronoia
  2. State Of Decay
  3. Operator
  4. Variable
  5. Constant
  6. Gravity
  7. Illumineye
  8. Prizards
  9. Blow Wind! Bring Forth Storm
  10. Terrannoyed
DURATA: 01:01:55
 

Il progressive è uno stile che nel corso delle decadi si è ritagliato sempre maggior spazio, al giorno d'oggi non si contano più il numero di band che vi si cimentano immettendo nel suono di origine rock anche addittivi metallici, etnici, cercando di dare una forma personale al proprio lavoro. È in questo filone che si muovono gli American Hollow.

La formazione nasce nel 2001 nello stato del Kentucky, ma risiede adesso nello Utah — Salt Lake City, patria dei Jazz, qualcuno ricorderà il mitico Mailman Karl Malone — musicalmente si presentano come una fusione delle creature Tool, A Perfect Circle e Dream Theater, il tutto condito da venature grunge, post/grunge e da un discreto lavoro di sintetizzatori, caratteristiche che danno a "Whisper Campaign" una forma varia e che, pur evocando ricordi di già sentito, consentono spesso e volentieri di distaccarsi da questa sensazione.

Le dieci tracce poste all'interno esprimono sia la qualità dal punto di vista compositivo del quartetto formato da Jameson (voce), Kyle Mullikin (chitarra), Nathan Alan Gilbert (basso) e Chronos – Time Lord (batteria), sia la propensione a rilasciare emozioni facendo sì che il testo diventi una parte fondamentale delle canzoni, le arrichisca incidendo con le parole sul corso delle note.

L'opener "Terronoia" si apre con un saluto: Buonasera miei compatrioti Americani, la canzone è una marcetta strumentale in cui il drumming e il riffato espongono due volti, uno iniziale severo che segna la prima parte, orientandosi maggiormente sull'aspetto atmosferico nella seconda, è quindi con "State Of Decay" che le danze cominciano ad acquistare ritmo. L'episodio in questione è molto comunicativo, gode di un'alta fruibilità grazie a un ritornello di facile presa e in tanti aspetti il feeling trasmesso è riconducibile alle migliori prove dell'accoppiata Maynard/Adam Jones.

"Operator" è concentrata, dal breve sviluppo in cui il post-rock più etereo si fa strada con la voce di Jameson che suadente ne traccia la via, "Variable" ne prosegue la scia mantenendo i toni intimi ed eleganti e dal tratto sognante. La progressione istintiva si mostra in maniera possente in "Costant", il pezzo racchiude delle belle armonie e Chronos si diletta nel dar dimostrazione di come e quanto possa divenire efficace e tecnicamente accurato il suo lavoro dietro le pelli, è sicuramente uno dei migliori momenti del batterista che confermerà la sua bravura in "Illumineye", traccia tooliana che sembra uscita dal controverso "Lateralus".  In mezzo alle due è posta "Gravity" dotata di una discreta vivacità e che trova ancora una volta nella voce di Jameson l'arma in più supportata dal riffato di Kyle decisamente ispirato.

Non c'è stato sinora un buco o attimo che abbia creato un abbassamento della tensione o portato a distrazione, il coinvolgimento creato dal disco è una delle risorse che danno fondamento al valore di "Whisper Campaign", n'è conferma la lunga "Prizards" con i suoi tredici minuti nella quale brilla il comparto ritmico con Nathan e Chronos praticamente perfetti. I movimenti a cui il brano ci sottopone godono di un apporto massiccio d'ambiente che si arricchisce di pathos raggiungendo le vette più alte sinora incrociate sia per pregio, sia per l'epico animo espresso.

Con "Blow Wind! Bring Forth Storm" la consistenza metallica cresce con qualche picco di aggressività in più rispetto alle precedenti e l'attinenza a certi passaggi dei Theater viene a galla lasciando alla conclusiva "Terrannoyed", altro strumentale, riprendere il mood scuro della marcia iniziale portando a conclusione il disco.

"Whisper Campaign" nel complesso non evidenzia punti deboli o pecche grossolane, è un buon cd che sa autoregolarsi sfruttando sia le sfaccettature più dure, sia quelle più atmosferiche con equilibrio e seguendo l'umore che la voce si promette di esprimere. Se vi piace il progressive e siete alla ricerca di qualcosa di nuovo d'ascoltare gli American Hollow vi avranno risolto il vostro problema.

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