AMOK – Downhill Without Brakes

 
Gruppo: Amok
Titolo:  Downhill Without Brakes
Anno: 2008
Provenienza: Scozia
Etichetta: Witches Brew
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TRACKLIST

  1. Murder City
  2. Sectioned
  3. False Flag
  4. Global Hangover
  5. Downhill Without Brakes
  6. Intervention
  7. Thrash Island
  8. Kill The Gestapo
DURATA: 40:11
 

Gli Amok vengono dalla Scozia, ma come tanti sono cresciuti a pane e thrash d'oltreoceano. Nel revival che ha ormai colpito il Regno Unito, dove hanno messo la testa fuori realtà di discreto valore come Evile, Pitful Reign e Gama Bomb, questi ragazzi scelgono di puntare su uno stile più classico, legando le loro peculiarità sonore all'accoppiata Anthrax-Forbidden.

Questi thrasher hanno racchiuso in "Downhill Without Brakes" otto brani che riportano indietro le lancette ai tempi del binomio composto da "Spreading The Disease" e "Among The Living", con quella sana voglia di puro e scatenato divertimento che la formazione di Benante e soci ha sempre cercato d'infondere alle proprie uscite, spesso usando come arma l'ironia e riuscendo così a trattare temi seri con estrema semplicità d'impatto.

Il disco in questione è un viaggio composto da otto stazioni, con déjà vu presenti sin dalla traccia posta in apertura, che non mi sento di esaminare canzone per canzone, dato che lo ritengo un'opera degna d'ascolto nel suo complesso; chi è avvezzo a tali sonorità non troverà nessuna difficoltà d'accesso nell'ascoltarlo. Certamente Stephen "Macho" Matulewicz non è Joey Belladonna, ha però un approccio ai brani spontaneo e talmente sincero da riuscire a comunicare, cosa oggi poco diffusa a mio personale modo di vedere.

La stessa costruzione dei vari episodi vede un gran lavoro e una conoscenza approfondita dello stile da parte dei due chitarristi Greg Corlett e Calum Henderson, accoppiata che non si fa pregare nell'abbellirli, lanciandosi in assolo in svariate occasioni. Le basi dal canto loro hanno quel gusto e quella prestanza che la coppia formata da Benante e Bello era consueta offrire nella compagine newyorkese dei bei tempi; sicuramente a livello di qualità Keith Henderson e Jamie Bremaneson devono ancora migliorare, ma sembra siano in grado di poterlo fare a breve termine e un secondo lavoro potrebbe darcene conferma.

A favore di "Downhill Without Brakes" si pone anche la scelta fatta in sede di produzione, più che discreta per volumi e suoni, però non pulitissima, che dà quel tocco retrò senza guastarne lo scorrere o essere fastidiosa per l'ascolto.

Gli Amok ci offrono quaranta minuti di fottutissimo thrash e per chi ama il genere un ascolto simile è d'obbligo!

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