AMON AMARTH – With Oden On Our Side

 
Gruppo: Amon Amarth
Titolo: With Oden On Our Side
Anno: 2006
Provenienza:   Svezia
Etichetta: Metal Blade Records
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TRACKLIST

  1. Valhall Awaits Me
  2. Runes To My Memory
  3. Asator
  4. Hermod's Ride To Hel – Lokes Treachery, Part 1
  5. Gods Of War Arise
  6. With Oden On Our Side
  7. Cry Of The Black Birds
  8. Under The Northern Star
  9. Prediction Of Warfare
DURATA: 42:17
 

Possono dirlo forte gli Amon Amarth: Odino pare proprio avere dato loro una mano per la creazione di questo disco! È una band in forma smagliante quella che ritroviamo fra le note di "With Oden On Our Side", che riporta prepotentemente gli Amon Amarth sul trono dei migliori gruppi metal, non solo per la fama raggiunta, ma finalmente per un (altro) strepitoso album.

Johan Hegg e soci ritrovano una vena creativa eccelsa, componendo nove brani dalla grande presa, immediati e melodici, ideali da suonare live, però col marchio AA stampato sopra. È proprio l'immediatezza, da non confondere con una composizione scontata o banale, a rendere ogni pezzo una possibile hit con caratteristiche proprie e distinguibili dalle altre: l'accoppiata iniziale formata da "Valhall Awaits Me" e "Runes To My Memory" è proprio un esempio adeguato; "Asator" invece è più diretta e ci mostra un gruppo capace ancora di pestare duro secondo i dettami del death metal, con un Hegg che sfodera anche un growl profondissimo, mentre il tempo medio di "Hermod's Ride To Hel" straborda di epicità, altro elemento caratterizzante da sempre il suono dei vichinghi svedesi. Non si può poi omettere la citazione di "Gods Of War Arise", potente inno agli dei della guerra impreziosito dall'assolo di Olavi Mikkonen e nemmeno di "Cry Of The Black Birds", uno degli apici emotivi del disco.

Se gli unici difetti riscontrabili durante questi quarantadue minuti sono l'anonima copertina e un libretto piuttosto povero, almeno nella versione standard in mio possesso, ecco che "With Oden On Our Side" assurge a una delle migliori uscite del 2006: non un capolavoro assoluto, questo titolo parlando di Amon Amarth spetta infatti al mai troppo lodato "Once Sent From The Golden Hall", bensì un disco di caratura ottima e che ripropone una band in grande forma, capace poi di bissare il colpo due anni dopo con l'altrettanto pregevole "Twilight Of The Thunder God".

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