AMONGRUINS – Bring Out Your Head

AMONGRUINS – Bring Out Your Head

 
Gruppo: AmongRuins
Titolo: Bring Out Your Head
Anno: 2013
Provenienza: Grecia
Etichetta: Noisehead Records
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TRACKLIST

  1. Carry All Your Sins
  2. Face Of Plague
  3. Mind Scrutiny
  4. Bring Out Your Dead
  5. For You, My Nightmare
  6. Chrnbl
  7. He Who Brings Pestilence
  8. Rape On The Altar Of Butchery
  9. Wretched Soul
  10. Dead Moon And Sky
  11. They All Will Remain
  12. Home Of The Silent 
DURATA: 38:51
 

Parlando di Deathcore, si può essere pregiudizievoli nei confronti di uno stile che contiene in sé un miscellaneo di elementi ripetuti più e più volte, spesso non supportato da una capacità di comporre almeno sufficiente? A mio modo di vedere sì. Per il sottoscritto è sempre stato complicato trovare in questo particolare filone musicale band capaci di lasciare un vero e proprio segno distintivo, e di certo non fanno eccezione i debuttanti AmongRuins, formazione greca da non confondere con quella statunitense degli Among The Ruins.

Il quartetto ellenico si cimenta nel genere infilando tutto ciò che il repertorio permette d'infilare, mettendoci a disposizione pressione, stacchi in break-down (fortunatamente non elargiti in quantità industriali) e melodie che il più delle volte vanno a pescare direttamente dal suono scandinavo, con "Mind Scrutiny" che a esempio possiede caratteristiche spiccatamente Dark Tranquillity. Si rimane così ancorati a schemi arcinoti, proposti in maniera degna, e le parti più death ricordano qualcosa della prima incarnazione dei conterranei Nightfall. Il tutto viene alimentato da una buona prestazione vocale in growl-scream del bassista-cantante Sverd, ma non è altrettanto degnamente sorretto dalla produzione, lacunosa e priva di mordente, che appiattisce anche quel poco di buono che emerge dal mucchio.

In conclusione, "Bring Out Your Dead" è il classico disco che potrebbe ascoltare esclusivamente un ossessionato adoratore di tale scena, che al suo interno potrebbe trovare quegli sprazzi piacevoli e due o tre pezzi interessanti tanto da renderlo passabile. Per chiunque altro invece, anche volendo, sarebbe difficile non annoiarsi. Buone idee di partenza, ma davvero poca, poca sostanza.

 

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