AMONGST THE DECEIT – Tribulations Of Man

AMONGST THE DECEIT – Tribulations Of Man

 
Gruppo: Amongst The Deceit
Titolo:  Tribulations Of Man
Anno: 2011
Provenienza:  Austria
Etichetta: Show No Mercy Records
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TRACKLIST

  1. Inceptum
  2. Inferior Lives
  3. Dark Science
  4. Dawn Of The Martyr
  5. Infernal DNA
  6. Dead with Open Eyes
  7. Death Walks The Earth
  8. The Sadistic Impulse
DURATA: 38:02
 

Gli austriaci Amongst The Deceit sono la classica macchina brutallica che ti aspetti di vedere sotto contratto a un'etichetta come la Sevared. La copertina alla Pär Olofsson, sempre che non sia proprio lui ad averla fatta, il suono triturante e tecnicamente elaborato, i virtuosismi inseriti all'interno di brani death metal che attingono dal passato di Morbid Angel e Deicide miscelato alle combinazioni brutal di ultima generazione, rendono il debutto "Tribulations Of Man" piacevole.

Dopo l'avvio acustico di "Inceptum" sono sette bordate dalle alte velocità, dalle ritmiche martellanti e dinamicamente ben impostate a sferragliare inesorabilmente, brani come "Dark Science", "Dawn Of The Martyr", "Dead With Open Eyes" e "Death Walks The Earth" bastano a scuotere l'animo.

Il riffing non è sempre perfetto, in alcuni tratti sembra forzare ingiustamente, la derivazione da più gruppi è cosa palese, ma l'impatto e la scapocciata annessa ne ripagano l'ascolto, ciò che realmente gambizza un lavoro non eccelso, tuttavia in qualità di prima uscita tutt'altro che brutto, è l'operato dietro il mixer.

Non so chi sia stato a curare tale aspetto, è però disarmante il suono della batteria, "Tribulations Of Man", e in questo caso il lavoro di Tom "Sick" Urbanek, uomo dietro le pelli dei thrasher Demolition, è devastato da soluzioni che sembra gli stiano facendo percuotere delle scatole di plastica dura; è finta, fredda e fuori luogo la scelta fatta, un peccato ancor di più perché la prestazione è adeguata, non eccelsa, ma fornisce un buon sostegno ai pezzi.

Le premesse per realizzare dei dischi di buona caratura ci sono, gli Amongst The Deceit possiedono un cantante discreto, le chitarre, tranne qualche piccola ingenuità legata al voler dare di più finendo per aggiungere qualche ghirigoro di troppo, svolgono onestamente il proprio compito, se non ci fosse quell'aspetto dannifico da tenere in conto "Tribulations Of Man" se la caverebbe con ben più che una sufficienza.

Se come capita spesso in questo periodo un'etichetta come la Sevared o la Unique Leader decidesse di dare una possibilità a questi ragazzi austriaci, e non sarebbe neanche un male, in primis farei riregistrare loro quelle parti, magari dallo stesso Tom, ma con un suono ideale o almeno più degno di questo. Per ora quindi non posso che consigliare l'album esclusivamente agli ossessivo-compulsivi del genere augurando il meglio agli Amongst The Deceit per le future pubblicazioni.

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