AMORPHEAD – Psychotic


Informazioni
Gruppo: Amorphead
Anno: 2009
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Dreaming (Intro)
2. Psychotic
3. I’m Unreal
4. Rabhead
5. Critical Mind
6. Awakening (Outro)

DURATA: 21:21

Prima prova per la formazione calabrese degli Amorphead, “Psychotic” il loro demo propone un thrash/death di stampo modernista ed ancora non privo di pecche.
Le direttive intraprese si muovono su lidi sonori conosciuti ai più, si passa dall’evoluzione ultima era Sepultura all’andare dei Lamb Of God al post/thrash dei Machine Head velocizzato da cambi di tempo e riff taglienti di stampo melodic death.
Andando in play il primo brano che ci verrà incontro è l’intro strumentale “Dreaming” una lenta e dolciastra preparazione al vero e battente stile dei ragazzi che si mostrerà e prenderà forma nella seguente titletrack “Psychotic”, dinamica, veloce, con buona impostazione e piglio apre il lotto dei quattro brani che formano la pancia e la sostanza di questo sussulto musicale.
Il terzetto che le viene dietro rappresenta in toto le influenze che scandiscono i ritmi e le scelte stilistiche della band con “Rabhead” unico pezzo che tende a livellare un po’ la qualità su una sufficienza al cospetto dell’accoppiata “I’m Unreal” e “Critical Mind” che per costruzione e spunti più fresche e dotate prima che l’altro strumentale “Awakening” (chissà come sarebbe questo brano con il cantato, un pezzo heavy niente male a dire il vero) ponga la parola fine all’ascolto.
Cosa manca a questi ragazzi?
Premettendo il fatto che si parla di ventenni o poco più direi che le basi le han gettate e sono anche ben chiare le idee in testa, il problema di fondo è che mancando d’esperienza alcune delle soluzioni scelte risultano prevedibili anche se di buon gusto, mancanza perdonabile dato che è proprio con la gavetta che s’acquista sicurezza e il songwriting tende a migliorare.
La sezione ritmica si comporta degnamente, i chitarristi reggono bene sia nell’accompagnamento che nella solistica, la prova dietro al microfono ha qualche volta dei cali, non manca di grinta pecca forse in un tantino di statiticità che non la fa sfogare a dovere.
Le produzioni come ormai d’anni a questa parte in calabria ruotano spesso attorno al “Soundfarm Studio” garanzia di lavoro eseguito come si deve, infatti c’è davvero poco da contestare a chi l’ha curata.
Augurando loro di riuscire a trovare pian piano una propria personalità e una conseguente evoluzione del sound non resta che consigliare a voi lettori un ascolto dei ragazzi, chi ama il sound moderno li troverà di sicuro gradimento, per le innovazioni hanno il tempo dalla loro parte.

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