AMYSTERY – All Hail The Cult

AMYSTERY – All Hail The Cult

Informazioni
Gruppo: Amystery
Anno: 2010
Etichetta: Pestilence Records
Autore: Mourning

Tracklist
1. Arrival Of The Prophets
2. All Hail The Cult
3. Dark Aura
4. Back From The Tomb
5. Gazing Shades In Broken Glass
6. The Sacrifice
7. Infernal Kingdoms Rise

DURATA: 50:12

AMYSTERY - All Hail The Cult Terzo album per i tedeschi Amystery ma attitudine underground ancora ben salda, “All Hail The Cult” si presenta infatti come un album legato e composto per chi ancora si attiene a certe “regole” di base che rendono il black qualcosa di reale.
I sette brani del nuovo platter ricalcano lo stile scandinavo dei Darkthrone non facendosi mancare nulla sia dal punto di vista delle scelte stilistiche sia in quelle legate al suono.
Crudo e diretto, il disco non inventa proprio nulla proponendo canzoni di medio-lunga durata dove comunque un buon numero di variazioni di ritmo e una discreta vena compositiva complessiva della band permettono ai pezzi di decollare.
Già dalla prima “Arrival Of The Prophets” affiorano deja vù graditi che oltre la citata troveranno risultante migliore nella titletrack, “The Sacrifice” e nella lunga “Infernal Kingdom Rise” anche se personalmente la mia preferenza va alla dissacrante “Back From The Tomb”.
Il riffing è maligno, sotto un’apparente coltre di monotonia ripetitiva si cela una vera e propria ipnotizzante dedizione alla cattiveria, la voce di Nephesus (Lost Life) vomita odio a più riprese e il drumming di Malphas (ex Lunar Aurora) percuote l’aria sprezzante e richiama quell’attitudine aggressiva e intollerante che Fenriz e Vicotnick hanno più volte esaltato nei loro lavori dietro le pelli.
“All Hail The Cult” lo si potrebbe definire un sostanzioso tributo al black primordiale, privo di compromessi, le melodie sono taglienti e affilate, la mancanza di fronzoli e ricerca è sopperita però da una produzione non pulitissima ma che rende onore agli strumenti facendo sì che sia possibile ascoltare in maniera degna la prova nel suo complesso come del singolo membro in azione.
La Pestilence Records, label distributrice del lavoro, ne ha prodotte solo mille copie in versione digipack, stesso andazzo per il merchandising relativo t-shirt e longsleeve anch’esse limitate rispettivamente a novantanove e trentatrè esemplari.
Gli Amystery non saranno innovativi, non diranno nulla che non avete già sentito ma quando un lavoro è fatto come si deve se ne riconosce la buona riuscita, per gli amanti del black metal ortodosso e adoranti della versione dei primi anni Novanta è un ascolto consigliato e da prendere semplicemente per ciò che è: Black Metal.

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