ANAAL NATHRAKH – Passion

 
Gruppo: Anaal Nathrakh
Titolo:  Passion
Anno: 2011
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Candlelight Records
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TRACKLIST

  1. Volenti Non Fit Iniuria
  2. Drug-Fucking Abomination
  3. Post Traumatic Stress Euphoria
  4. Le Diabolique Est L'Ami Du Simplement Mal
  5. Locus Of Damnation
  6. Tod Huetet Uebel
  7. Paragon Pariah
  8. Who Thinks Of The Executioner?
  9. Ashes Screaming Silence
  10. Portrait Of The Artist
DURATA: 36:05
 

Il duo inglese che si cela sotto il monicker Anaal Nathrakh è ormai una consolidata realtà nella scena estrema. Ciò che da sempre ha contraddistinto questa formazione è una devozione pressochè totale nei confronti di una proposta che si potrebbe definire senza molti giri di parole come puro terrorismo sonoro. A due anni dall'eccellente "In The Constellation Of The Black Widow", il sodalizio che unisce V.I.T.R.I.O.L. e Irrumator (al secolo Dave Hunt e Mick Kenney) torna a far sentire la propria voce dirompente con il nuovo parto "Passion".

Ciò che l'ultimo arrivato in casa Anaal Nathrakh ci presenta non si discosta molto da quanto ci è stato consegnato con gli album precedenti; rimane infatti inalterata (se non aumentata) l'inumana e cinica furia che sta alla base di pezzi come "Volenti Non Fit Iniuria" e "Who Thinks Of The Executioner?", in cui V.I.T.R.I.O.L. si lancia in una prestazione vocale superlativamente caustica, rigettando ettolitri di acido su tutto ciò che lo circonda. Un po' diversa dagli standard a cui i britannici ci hanno abituato è la deflagrante "Drug-Fucking Abomination", una composizione lunga e articolata resa particolarmente sulfurea e devastante grazie ad alcuni arrangiamenti che, come un carico di napalm, contribuiscono a fare piazza pulita su ogni terra che toccano. Vi sono poi brevi capitoli come "Post Traumatic Stress Euphoria" (titolo azzeccatissimo) e "Locus Of Damnation" che non sono altro che folli e consapevoli bordate al fulmicotone di ferocia allo stato purissimo. I pezzi forti del platter devono però ancora venire; "Le Diabolique Est L'Ami Du Simplement Mal" è l'episodio che più di tutti unisce melodia e rasoiate, su cui si assesta una prova vocale davvero ai limiti dell'umano, mentre "Paragon Pariah" è una marcia velenosissima che per certi versi mi ha ricordato "Virus Bomb", traccia presente in "Hell Is Empty, And All The Devils Are Here" e che personalmente è una di quelle che più apprezzo del combo. Una nota a parte la meritano "Tod Huetet Uebel" e "Ashes Screaming Silence": nella prima è presente come ospite nientemeno che colui che ha riversato il proprio dolore in "Dictius Te Necare", Sua Maestà Rainer Landfermann che, con le sue vocals lancinanti, contribuisce ad elevare notevolmente il tasso di insania insito in una struttura strumentale tanto efferata quanto disturbante. "Ashes Screaming Silence" è invece un pezzo più sperimentale se vogliamo, marziale e apocalittico, un vero olocausto sonoro che spiazza e spazza inesorabilmente anche la più incrollabile delle difese psichiche.

La produzione è, come sempre, nitida e ben proporzionata ai voleri del duo in modo da permettere il solito turbinio infernale di effettistica e samples. Non c'è molto altro da dire. Con "Passion" gli Anaal Nathrakh hanno inserito all'interno della propria discografia un nuovo tassello, il quale non può far altro che riconfermare l'enorme potenziale insito in una proposta personale e al di fuori di ogni catalogazione, un'alchimia che permette a un folle insieme strumentale di coniugarsi perfettamente a delle performance vocali impressionanti e agghiaccianti. Se, come il sottoscritto, avete amato le uscite precedenti di questi inglesi che vivono di estremismo e violenza, non farete alcuna fatica ad apprezzare totalmente "Passion". Non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di sottolineare che l'acquisto di quest'album sarebbe un ottimo modo per spendere i propri soldi.

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