ANABIOZ – …To Light

ANABIOZ – …To Light

 
Gruppo: Anabioz
Titolo:  …To Light
Anno: 2010
Provenienza:   Russia
Etichetta: Iron Records
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TRACKLIST

  1. …To Light
  2. Good Ale, Strong Ale
  3. There The River Sings
  4. Brotherhearts
  5. Fires Of War
  6. Sa Stenoi Snegov
  7. Hunt For Hunter
  8. Demon's Circle
  9. Voice Of The North
  10. Rodnaja Storona
  11. Feeling The Rain…
DURATA: 62:19
 

Folk, doom, death metal… mmmhhh… sono molto perplesso. Mi piacciono parecchio i passaggi melodici tendenti al folk e le canzoni irlandesi da birraioli le adoro. Mi limiterò a dare un’opinione soggettiva a riguardo questo lavoro proveniente dal Baschkortostan, una regione della grande Russia. In questa zona si presume si trovasse la Grande Ungheria, il paese d’origine di una popolazione magiara. Durante la prima metà del XIII secolo Gengis Khan sommise i popoli residenti in quest’angolo di terra, annichilendo i magiari. I Bashkisi restarono oppressi per quasi quattro secoli.

Sfoglio il libretto del CD e in terza pagina vedo Olga (dal Volga, ah ah), bella, orgogliosa e maestra nello sfruttamento della voce e del violino. Ma perché ho accettato di recensire questo disco?!

Poso delicatamente la fettina di plastica nel mio lettore d’annata e aspetto di sentire che tortura mi aspetta. Con grande sorpresa sento note e strumenti veramente ben amalgamati come gli ingredienti di una saporita bolognese. I pomodori sono le ritmiche di chitarra e basso, il macinato è la batteria, il basilico è Olga, le cipolle e l’aglio sono i ritmi folk che portano tocchi di giovialità al posto giusto. Il concentrato di pomodoro, per chi lo usasse, è il groove presente dove meno uno se lo aspetta. L’olio d’oliva e la fiamma necessaria a cuocere il tutto sono dati dalla passione dei musicisti.

Particolarmente attraente è l’equilibrio tra le melodie delicate e la durezza dei ritmi death pesanti e densi che stimolano l’udito dell’ascoltatore. Anni fa scoprii una simile sensazione ascoltando i Mithotyn, anche se le due formazioni non sono direttamente paragonabili l’una con l’altra. È un piacere seguire i giochi raffinati presentati dalla ritmica metal pura e dal lavoro vocale e strumentale classico di Olga.

Un disco tale che piace al sottoscritto non deve essere necessariamente appannaggio di ognuno, perciò ascoltatelo per i fatti vostri e decidete se acquistarlo o no. Desidero ricordare che scaricare non ha nulla a vedere con il possesso di una copia fisica. Siamo metallari o truzzi?

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