ANACHRONAEON – The Ethereal Throne

 
Gruppo: Anachronaeon
Titolo: The Ethereal Throne
Anno: 2012
Provenienza: Svezia
Etichetta: Stygian Crypt Productions
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TRACKLIST

  1. Mary
  2. The Essence Of My Becoming
  3. To Ashes
  4. The Whereabouts Of My Father
  5. Defying My Master
  6. Seeds Of Darkness Sprouting In Light
  7. The Inevitable Day
  8. Shattering The Earthly Bond
  9. A White Dove Flew Over The Prison Walls
DURATA: 43:25
 

A distanza di due anni dall'uscita di "The Futile Quest For Immortality", riecco di nuovo in pista gli svedesi Anachronaeon con quello che è il loro quarto capitolo: "The Ethereal Throne". Il duo composto da Patrick Carlsson (voce, chitarra e basso) e Andreas Åkerlind (batteria e percussioni) prosegue il suo percorso, mantenendosi fedele alla linea di pensiero e di suono che sinora aveva contraddistinto i loro album, abbiamo quindi a che fare ancora una volta con un death metal svedese melodico annerito, che in più occasioni incentra il potenziale sullo sviluppo emotivo, attingendo a frangenti di richiamo epico più per sensazione espressa che per l'uso delle note in sé.

La proposta ha trovato una sua quadratura, il riffingo è roccioso, le melodie sempre più scure e non credo sia un caso, si è voluto il rendere ancora più minacciose e tristi le fasi agrodolci, dato che il disco ruota intorno a un concept nel quale ossessione religiosa, omicidio e conquista del potere vengono narrati attraverso veloci scorribande in doppia cassa e frangenti dissonanti e striscianti. La seconda canzone in scaletta, "The Essence Of My Becoming", sembra essere la rappresentante adatta a chiarire le idee sul modus operandi intrapreso dal duo nel dar vita ai pezzi.

Date le venature fortemente inclini all'heavy e la costruzione di riff per lo più similare a quella esposta nel recente passato, pare sia evidente che gli Anachronaeon non abbiano dimenticato le lezioni impartite dalle realtà provenienti dalla scena di Göteborg, mentre il variare della prestazione vocale di Patrick, alternante un growl ruvido e mai troppo profondo a parti più evocative quasi recitate, permette l'affiorare di quella componente teatrale che il concept vorrebbe portare con sé, riuscendovi proprio negli attimi nei quali la musica assume una forma più eterea e diluita; ascoltate a esempio "The Whereabouts Of My Father". Questa però si annulla nelle sfuriate e nelle situazioni nelle quali vi è l'uso della doppia cassa continua: la batteria è sin troppo presente per non dire pressante, mettendo in secondo piano il lavoro delle chitarre ed è un peccato.

Il lavoro sembra essere più ragionato rispetto a ciò che l'ha preceduto e sfrutta con maggior sapienza il variare delle ritmiche. Le accelerazioni, seppur mettendo in evidenza quel difetto citato, mostrano di essere assestate nella maniera e nei punti corretti. È difficile non provare una sorta di piacere ascoltando brani quali "Defying My Master", "Seeds Of Darkness Sprouting In Light", "The Inevitable Day" e lo strumentale "A White Dove Flew Over The Prison Walls" (passaggio praticamente immancabile nei loro album), in quanto Patrick è decisamente bravo nel modellare melodie, assoli e linee di chitarra interessanti.

Stringendo stringendo, gli Anachronaeon continuano il loro processo evolutivo, lento tuttavia costante, e "The Ethereal Throne" è la conferma che le qualità in seno ai due musicisti coinvolti sono di buona fattura. Si deve però prestare attenzione ai particolari, per far sì che un disco da discreto possa divenire qualcosa di più e questo lo avrebbe sicuramente meritato. Se il capitolo precedente fosse entrato a far parte della vostra collezione, non vedo comunque nessun motivo per non comprare anche il suo degno successore, in fin dei conti Patrick e Andreas svolgono il loro sporco ma gradevole lavoro sempre più che dignitosamente.

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