Anamnesi - Anamnesi

ANAMNESI – Anamnesi

Gruppo:Anamnesi
Titolo:Anamnesi
Anno:2010
Provenienza:Italia
Etichetta:Naturmacht Productions
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Anima Al Fronte
  2. Ombre
  3. La Via Degri Eserciti
  4. Ora…È Sempre (L’Immortale)
  5. 1919
  6. Orizzonte Del Pensiero
  7. Attesa Rinascita
  8. Le Ali Della Trascendenza
  9. Accompagnato Dagli Spiriti
  10. Legionari Dell’ Orsa Maggiore
  11. Outro
DURATA:49:20

Il progetto Anamnesi nasce dalla volontà del musicista noto con il medesimo pseudonimo (già conosciuto come batterista dei Simulacro) per dare libero sfogo alla propria personalità e linea di pensiero, remando contro il sempre più diffuso, stupido e ossessivo desiderio di modernità che in una spirale ci sta portando, pian piano, a distruggere la nostra madre Terra —  e in questo mi ricorda Argento.

Il recupero delle tradizioni e del vissuto naturalistico dovrebbe risollevare una situazione così nera? L’artista sardo non è sicuramente il primo che percorre questo percorso filosofico-stilistico. Seguendo questo ragionamento, la volontà di Anamnesi si incarna in un raw black intervallato da inserti ambient e acustici; parlare però di un disco complessivamente ambient black risulta assai difficile se non per sparuti sprazzi: non è di sicuro un disco di stampo burzumiano di ultima era o un discepolo dei Darkspace. Ci sono velocità, riff taglienti e discrete partiture melodiche ma gli attimi che fanno realmente la differenza (in positivo) sono, ad esempio, la chitarra acustica soffusa del breve strumentale “Ombre” e l’enfatizzato finale in crescendo di “Ora… È Sempre (L’Immortale)”, con la voce tratta direttamente dall’opera cinematografica di Werner Herzog “Nosferatu: Phantom Der Nacht”. Quale figura meglio del vampiro, icona della non-vita che scorre incurante delle leggi di tempo, poteva esser più adatta a incarnare un tale pensiero?

Il disco fila via alternando sequenze in chiaro-scuro, momenti di lucidità e cadute repentine nel déjà vu che lo collegano a tanti — se non troppi — nomi già in circolazione. Eppure, va detto, l’andare si risolleva e Anamnesi acquista sostanza quando il Nostro si trova costretto ad attraversare i panorami sonori più reconditi e isolati (come avviene nella placida e decadente quiete di “1919”) o come quando si dedica alla ricerca di nuovi orizzonti verso cui rivolgere lo sguardo — cosa che si realizza, ad esempio, in “Orizzonte Del Pensiero”.

Ciò che penalizza Anamnesi è una produzione un po’ troppo eterogenea e dei sintetizzatori che quando fanno la loro comparsa (come in “Accompagnato Dagli Spiriti” oppure in “Outro”) risultano essere privi dell’efficacia adeguata a svolgere il compito assegnato loro; intensi sì, ma, ahimè, pure scontati.

È un primo passo non del tutto riuscito: Anamnesi ha intrapreso una strada difficile, ma che se percorsa con cura e costanza alla ricerca del particolare potrebbe regalargli più d’una soddisfazione. Per ora le atmosfere sono già dalla sua parte, mentre per il futuro la sezione strumentale avrà bisogno di una registrata che gli porti maggior vigore e un pizzico di spirito proprio.

Detto ciò, il mio consiglio è quello di offrire l’orecchio al musicista nostrano e dategli una possibilità: il suo operato non è spiacevole e i lati positivi di Anamnesi affioreranno con l’aumentare dei giri nello stereo.

Facebook Comments