ANCHONY – In The Asylum

 
Gruppo: Anchony
Titolo:  In The Asylum
Anno: 2010
Provenienza:  Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Awakening
  2. The Asylum
  3. As Long As I'm Here To Judge
  4. The Right Way To Die
  5. Slave
  6. Desire
  7. She Walks In Beauty
  8. Curse Of Chain
  9. Fracture
  10. The Torture Of The Night
DURATA: 40:25
 

Con la pazienza e la voglia di fare si superano gli ostacoli, questo devono aver pensato i tedeschi Anchony dopo l'accordo andato a male con la T Recs, etichetta che aveva il compito di produrre e distribuire il debutto dei ragazzi purtroppo rivelatasi non proprio una buona scelta e ha costretto, cosa che forse è giovato alla band, a ripiegare sul più comodo e veloce, sicuramente non redditizio, free download per la diffusione di "In The Asylum".

La formazione lunge dall'essere dilettantistica o allo sbaraglio, ascoltando le tracce si possono notare i buoni livelli dal punto di vista sia strumentale, tecnico e compositivo che danno un tono tutto fuorché amatoriale al disco. È innegabile invece che vi siano rimandi a nomi altolocati, sensazioni legate ai Metallica e ai Megadeth fuoriescono più volte e più volte all'interno di pezzi come "The Right Way To Die", "Desire" e "She Walks In Beauty" adatti a fornire un quadro completo di ciò che voglia dire.

Vi sono frangenti in cui il suono spinge sull'acceleratore, vedasi ciò che accade in "Slave", bello l'assolo sempre di stampo megadethiano che prende forma al suo interno, o in una pimpante "The Fracture", sono però il carico atmosferico e quella propensione esplicita a tendere sul darkeggiante a particolareggiare la scaletta, qualità che sembrano già evidenti nell'introduttiva "The Awakening", traccia per certi versi ricollegabile ai Machine Head d'inizio carriera, quelli dove Flynn ancora suonava thrash e non roba adatta alla Benetton 012, e questo permette agli Anchony di non essere infilati nel calderone stracolmo di cloni dei cloni di Sodom, Kreator e compagnia andante.

Per il sottoscritto le uniche soluzioni contestabili appartengono al comparto vocale nel quale Alex, ormai ex cantante della band a cui è subentrato Marco, risulta essere efficace nel momento in cui sfrutta linee aggressive, ma molto meno quando s'imbarca in quelle più pulite che allentano notevolmente la presa facendo perdere appeal alla sua prova e alla composizione omogenea del lavoro, composizione che evidenzia una sequenzialità coerente nello svolgersi delle canzoni e che tuttavia in molti punti pare ripetersi, mancando di quei due o tre elaborati-traino che avrebbero fatto la differenza.

La produzione è buona, non vi sono particolari difficoltà nel godersi "In The Asylum" ed è un punto di merito che per ora li mette al di sopra, seppur di poco, di una comoda sufficienza. I tedeschi hanno le capacità e una piacevole vena esplorativa che potrebbe far ottenere loro dei risultati più importanti e proseguire su tale strada potrebbe far trovare loro quegli spunti capaci di far esplodere in pieno il potenziale in loro possesso.

Per ora non posso che invitarvi all'ascolto di "In The Asylum" e a contattarli lasciando loro un vostro feedback, il supportare una formazione sta anche in questo.

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