Ancient Settlers - Our Last Eclipse - The Settlers Saga Pt. 1 | Aristocrazia Webzine

ANCIENT SETTLERS – Our Last Eclipse – The Settlers Saga Pt. 1

Gruppo: Ancient Settlers
Titolo: Our Last Eclipse – The Settlers Saga Pt. 1
Anno: 2022
Provenienza: Internazionale
Etichetta: Blood Fire Death
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TRACKLIST

  1. Into The Depths I Ride
  2. Cast In Gold
  3. Our Last Eclipse
  4. Cerements
  5. Jotnar Magick
  6. Library Of Tears
  7. Silent December
  8. Memories
  9. The Black Rainbow
  10. Peregrination
DURATA: 53:45

Gli Ancient Settlers sono una band divisa sul piano geografico, in quanto composta da membri sparsi per l’Europa, ma uniti al contempo dalle proprie origini venezuelane. Nati nel 2020, da quel momento i componenti si danno da fare con l’obiettivo di pubblicare musica e partecipare, per quanto possibile, a concerti. Nel momento in cui scrivo, la formazione ha già dato alle stampe quattro singoli e l’EP Autumns (2021). A questo gruppo di espatriati si unisce nel 2021 il musicista finlandese Antony Hämäläinen, che dona alla band la sua voce e un bagaglio di esperienza maturato dopo decenni di carriera nei ranghi di varie realtà come Armageddon (quelli di Christopher Amott), Nightrage e Meridian Dawn.

Scritto con l’obiettivo di narrare le tragedie che hanno colpito il mondo nella storia recente, Our Last Eclipse – The Settlers Saga Pt. 1 svela già da quel «Pt.1» presente nel sottotitolo il fatto di costituire il primo di un certo numero di seguiti, progetto a lungo termine che potrebbe essere segno di una certa ambizione. Ambizione che si riflette anche sul lato musicale: sin dalle prime note dell’apertura “Into The Depths I Ride” abbiamo a che fare con sonorità cosiddette moderne, fragorose ma che mai ci danno la sensazione di estremo. Il punto di riferimento è il death metal melodico, concepito in un modo che si focalizza su soluzioni accattivanti che raggiungono subito il punto, senza farsi deviare da una indole tecnica comunque presente. Per certi versi mi ha ricordato alcune idee degli In Flames di Come Clarity ma con meno enfasi sull’elettronica, preferendovi invece un suono ottantiano in fatto di tastiere (“Cast In Gold”), oppure quanto proposto in termini di riffing dagli album più moderni dei Soilwork.

Ne consegue che nel complesso il lavoro è molto ben suonato, professionale, con l’enfasi piazzata sull’accessibilità. Ci sono però diversi aspetti di Our Last Eclipse che mi hanno lasciato l’amaro in bocca, e credo sia utile menzionarli: in primis la voce di Hämäläinen. Il suo urlare è monotono, didascalico e mi pare che si sposi male con le tracce che invece sono ricche di melodie; in particolare segnalo le affascinanti atmosfere quasi pop di “Cerements”. Questo giudizio sul lato vocale della proposta, tuttavia, sarebbe molto più tollerabile se non ci fossero altri due grossi problemi: da una parte abbiamo un problema di durata. Gli Ancient Settlers non sono avari in fatto di idee melodiche, ma di certo non hanno abbastanza varietà stilistica per giustificare i quasi cinquantaquattro minuti di durata complessiva del lavoro. Dall’altra abbiamo una scrittura che appare compulsiva nella sua ricerca del ritornello facile: sia chiaro, non c’è nulla di male nel cercare di suonare radiofonici, ad ogni modo talvolta ho sentito il bisogno che i brani prendessero una via differente. Perciò, nel complesso, questi tre aspetti rendono l’ascolto di Our Last Eclipse una prova stancante, mentre è evidente che l’obiettivo della formazione è diametralmente opposto.

Le mie parole nei confronti degli Ancient Settlers sono senza dubbio troppo dure, dato che le loro abilità in tanti ambiti sono indiscutibili, come la capacità di tirare fuori riff divertenti con una certa disinvoltura (aspetto che invito davvero a non sottovalutare), e che si coniuga con alcune trovate a livello di scrittura davvero forti, concretizzate, per fare un esempio, nell’ariosa “Library Of Tears”. Our Last Eclipse non è un debutto perfetto, ma mi auguro — malgrado la mia esperienza personale — che sia un trampolino di lancio per la band e muova un certo interesse. Per il futuro spero di trovare meno foga nel tentativo di fare breccia nei cuori degli ascoltatori, perché è chiaro che è dove la scrittura si fa più spontanea che gli Ancient Settlers offrono davvero il meglio di loro stessi.