...And Oceans - Cosmic World Mother

…AND OCEANS – Cosmic World Mother

Gruppo:…And Oceans
Titolo:Cosmic World Mother
Anno:2020
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Season Of Mist
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TRACKLIST

  1. The Dissolution Of Mind And Matter
  2. Vigilance And Athropy
  3. Five Of Swords
  4. As The After Becomes The Before
  5. Cosmic World Mother
  6. Helminthiasis
  7. Oscillator Epitaph
  8. In Abhorrence Upon Meadows
  9. Apokatastasis
  10. One Of Light, One Of Soil
  11. The Flickering Lights
DURATA:47:32

Il primo principio della termodinamica afferma che «nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma». Questo discorso solitamente viene applicato alla conservazione dell’energia, ma il ritorno dei finnici …And Oceans, dall’importante titolo Cosmic World Mother, sembra voler dimostrare che anche in campo musicale non è da escludere la rielaborazione della materia per creare qualcosa di sorprendente e poderoso.

Cosmic World Mother fa riemergere gli …And Oceans a diciotto anni da Cypher e a circa tre lustri dalla parentesi Havoc Unit, nome che la band aveva scelto per testimoniare in modo ancora più tangibile la virata che aveva portato ad abbandonare le fredde acque del black sinfonico scandinavo solcate all’inizio della carriera, avventurandosi in quelle più asettiche della sperimentazione industrial. Che gli …And Oceans attuali si discostino dall’era precedente è testimoniato anche da alcuni cambiamenti all’interno della formazione: sono rimasti i membri storici Teemu Saari e Timo Kontio alla chitarra, affiancati però da Petri Seikkula (noto come Syphon) al basso, Kauko Kuusisalo alla batteria, Antti Simonen alla tastiera e nientemeno che Mathias “Vreth” Lillmåns dietro al microfono. Inoltre, ad accentuare la sensazione di revival possiamo aggiungere anche il fatto che Cosmic World Mother abbia suggellato un nuovo approdo del gruppo nel porto plumbeo della Season Of Mist, che già aveva pubblicato i primi lavori, cioè The Dynamic Gallery Of Thoughts e The Symmetry Of I, The Circle Of O.

L’album sembra mantenere fede al proposito espresso da una delle tracce presenti al suo interno, “As The After Becomes The Before” infatti si allontana decisamente dalla direzione intrapresa con gli ultimi lavori degli …And Oceans, (ri)avvicinandosi invece al glorioso filone di quelle sonorità che, a cavallo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, avevano affascinato gli appassionati (tra cui la sottoscritta) delle melodie possenti, dei fiumi di tastiera e delle foreste di blast beat, con alfieri come Dimmu Borgir, Limbonic Art e via orchestrando. Tuttavia, è evidente come i Nostri non abbiano semplicemente provveduto a riesumare il sound del passato e mettere in atto un’operazione di rimpasto sonoro; al contrario, i brani di Cosmic World Mother combinano gli elementi sopra citati con un approccio tutt’altro che stantio, aiutandosi anche con alcuni inserti industrial che erano una delle caratteristiche principali di A.M.G.O.D. e Cypher e che, in questa sede, pur essendo presenti in maniera molto contenuta rispetto ai lavori appena citati, si dimostrano efficaci allo scopo di alleggerire la potenza sonora dei brani, come avviene, ad esempio, all’interno della title track. Un altro elemento degno di plauso è la voce di Vreth, che impreziosisce le tracce con lo scream a cui già ci aveva abituati nei Finntroll e negli Chthonian.

La sensazione ricorrente durante l’ascolto di Cosmic World Mother è quella di assistere a un’esplosione di energia che si rinnova costantemente, brano dopo brano; non a caso, da un punto di vista concettuale, il disco vede proprio l’energia come madre cosmica, soffermandosi soprattutto sulla capacità di quest’ultima di modificarsi e cambiare forma, restando comunque una forza eterna. Questa idea è resa molto bene da pezzi come “The Dissolution Of Mind And Matter” e “Five Of Swords”, dove gli inserti tastieristici si intersecano in modo particolarmente riuscito con la maestosa sezione ritmica e con il riffing maligno e incalzante. Altri brani, invece, ricordano che l’energia, per poter tornare a evolvere nuovamente, deve raggiungere uno stadio che possiamo definire di decadimento: tra questi, richiama l’attenzione “Apokatastasis” (termine greco che indica una sorta di ritorno a una condizione pregressa), che si apre con un’irruenta esplosione di blast beat; un altro brano affascinante in questo senso è “Oscillator Epitaph”, il cui testo richiama immagini solitamente legate all’ambito funerario («I place coins upon my eyes / And wait for death to arrive / Wrapped in a winding sheet / I wait for aeons to end»), che sublima nella strumentale “In Abhorrence Upon Meadows”, dominata dalle tastiere e caratterizzata da un andamento molto più lento e malinconico rispetto alle precedenti.

Per farla breve, a mio avviso Cosmic World Mother ha tutte le carte in regola per essere definito un lavoro più che valido dal punto di vista sonoro e anche visivo, grazie al suggestivo artwork scaturito dalla creatività di Adrien Bousson. L’unico appunto che si potrebbe sollevare nei confronti di questo disco è che gli …And Oceans non abbiano dato vita a paradigmi innovativi del genere, limitandosi a una rielaborazione di elementi già più che consolidati; per me, invece, hanno dato una dimostrazione affascinante del primo principio della termodinamica.

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