ANGAKOK – Angakok

 
Gruppo: Angakok
Titolo: Angakok
Anno: 2015
Provenienza: Belgio
Etichetta: Satanath Records
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TRACKLIST

  1. Perpaluktok Aitut
  2. Sacrifice
  3. Collapsing
  4. Aksarpok
  5. Samsara
  6. Avioyok
  7. Dead Birds
  8. Trust My Scorn
  9. Empty Cup
  10. Sivudlit Nertorpok
DURATA: 47:44
 

Partiamo dalle basi, con il termine «Angakok» (oppure «Angakkuq») si indica lo sciamano nella cultura Inuit del Nord America, che a dire il vero ha poco a che fare con Liegi, Belgio, dove gli Angakok si sono formati. La scelta del nome e delle immagini tuttavia ci aiuta immediatamente a comprendere l'approccio filosofico del trio. "Angakok" è il primo album ufficiale della band (dopo un EP uscito nel 2012), pubblicato in cinquecento copie dalla sempre attenta Satanath Records. 

La copertina in bianco e nero fa da portale verso una dimensione altra, dove ci avventuriamo per meditare sulla condizione umana e il mondo, su un claustrofobico tappeto doom metal dalle multiple influenze. La sporcizia generale, soprattutto del comparto vocale, richiama alla mente lo sludge, mentre Ben urla le sue profezie e la band non lesina momenti più veloci e aggressivi (come all'inizio di "Samsara"). C'è un grosso uso di campionamenti nell'arco dell'opera ("Collapsing") e tutto contribuisce ad aumentare la nostra sensazione di pericolo imminente, di apocalisse totale. Curiosa la scelta di usare sia titoli in inglese che in lingua inuit (anche se può lasciar trasparire una incerta continuità concettuale), con l'eccezione di "Samsara" che definisce il concetto del cerchio di vita e morte tipico soprattutto delle religioni indiane, oltre a essere forse il pezzo più carico del disco.

Il lavoro scorre via che è un (dis)piacere, ottimo il bilanciamento dei brani e la gestione della durata. L'intermezzo drone dal sapore rituale ("Avioyok") si inserisce perfettamente nel contesto generale, mettendo in evidenza una dimensione che attraversa anche il resto dell'album in sottofondo. La quantità e la qualità del rumore che vi troverete davanti in pezzi come "Empty Cup" vi metterà subito a vostro disagio; cercherete di uscire dal fango dell'esistenza, lottando con tutte le vostre forze, prima di tornare in uno stato di pace almeno apparente, a meditare su quanto vi circonda con "Sivudlit Nertorpok".

Raramente ho visto una tale consapevolezza nei propri mezzi in un disco d'esordio, e sono sicuro che gli Angakok abbiano ancora tanto da dire. Se pensando a Belgio e violenza vi vengono giustamente in mente gli AmenRa, questo giovane trio di Liegi potrebbe essere un'interessante addizione alla vostra collezione. 

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