ANGST SKVADRON – Sweet Poison

Informazioni
Gruppo: Angst Skvadron
Anno: 2010
Etichetta: Agonia Records
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Valium Holocaust
2. Aerophobia
3. Posttraumatic Stress Syndrome
4. Dolcontine Blues
5. Fucking Karma
6. The U.F.O. Is Leaving
7. Rivotril Matja
8. We Miss Them
9. The Eyes Among Stars
10. Sweet Poison

DURATA: 40:29

Gli Angst SkvadANGST SKVADRON - Sweet Poison ron sono la band alternativa agli Urgehal di Trond Nefas.
Se nella realtà black classica continua imperterrito nel suo compito di regalare ai fan album dediti a uno stile marcio, violento e privo di fronzoli, in questa oasi avantgarde vi è tutt’altra musica nel vero senso della parola.
“Sweet Poison” è il degno successore di quello che fu il debut datato duemilaotto “Flukt”, citare l’avanguardismo di maestri quali Arcturus o Ulver è quasi d’obbligo anche se nell’album echi di space rock settantiano e influenze ricollegabili a certe scelte dei Ved Bues Ende di Carl Michael sembrano palesarsi con lo scorrere delle note.
Atmosfere cupe create dall’uso del mellotron, voci femminili deliranti, linee di pianoforte gelide e fraseggi che alterneranno acidità a pulizia fanno sì che l’album sia tutto meno che noioso.
E’ difficile per chi scrive parlare di un brano rispetto ad un altro, ognuno ha un carattere preciso e dominante, potrete incontrare una tempesta psichica “Posttraumatic Stress Syndrome” schizzata e fortemente deviante succeduta dalla calma inaspettata “Dolcontine Blues”, l’opener “Valium Holocaust” ha un legame stretto con la natura black meno oltranzista sperimentativa lasciando che sia la voce femminile che appare intorno al terzo minuto a infondere un’ectoplasmatica “presenza” che acuisce lo spessore dell’incedere già trascinato e fittamente grigiastro.
Vi sono poi “The U.F.O. Is Leaving” e “We Miss Them” la prima scarna, intrigante per alcuni versi raccapricciante con i “rumori” che nel suo svolgere si susseguiranno, l’altra invece malinconica e suadente si discosta dal resto del platter per un mood sì amaro ma non cinereo come negli episodi trascorsi.
Cito infine “The Eyes Among Stars” piccola perla dai ritmi altalenanti, psicotici s’incastrano alla voce esaltata alternando attimi di lucidità espressiva a follia estremistica.
Non è un album per tutti “Sweet Poison”, non lo è di sicuro per chi è ancora canonicamente legato agli stilemi classici del black metal e non ha un’apertura mentale che gli consenta di guardare oltre il recinto del genere prefissato.
Per i rimanenti, c’è solo da farlo girare nel vostro stereo e farvi trascinanre dentro un mondo bizzarro e acido senza fine.

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