Anguish / Mortajas - The Archdemon's Decade / Un Viaje Sin Final | Aristocrazia Webzine

ANGUISH / MORTAJAS – The Archdemon’s Decade / Un Viaje Sin Final

Gruppo: Anguish / Mortajas
Titolo: The Archdemon’s Decade / Un Viaje Sin Final
Anno: 2022
Provenienza: Svezia / Cile
Etichetta: Sun & Moon Records
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TRACKLIST

  1. Anguish – Where The Ancients Dare To Walk
  2. Anguish – Lair Of The Gods
  3. Anguish – Beyond The Veil [cover Mortuary Drape]
  4. Mortajas – Liber Elgis [cover Codex Gigas]
  5. Mortajas – Un Final [live]
  6. Mortajas – Caretas [live]
DURATA: 48:32

Nell’ultima tornata di titoli della transilvana Sun & Moon Records giunta in redazione, c’è un ponte che collega la Svezia con il Cile, Uppsala con la regione di Valparaíso. Un ponte tutto doom, con gli Anguish e i Mortajas che si dividono in parti uguali il minutaggio di The Archdemon’s Decade / Un Viaje Sin Final, uno split decisamente interlocutorio vista la sua natura.

La componente principale di questa collaborazione è quella svedese, così come deduco che gli Anguish siano i promotori dell’iniziativa: il titolo della loro metà rievoca infatti il debutto uscito dieci anni fa su Dark Descent Records, Through The Archdemon’s Head, e l’occasione è quella giusta per festeggiare i quindici anni di attività.

Nessun inedito tuttavia, perché “Where The Ancients Dare Dare To Walk” e “Lair Of The Gods” sono delle ri-registrazioni un pelo svecchiate e dai toni ribassati, mentre “Beyond The Veil” è una cover dei nostrani Mortuary Drape. Un death-doom metal ben congegnato con momenti piuttosto coinvolgenti pur restando entro confini ben definiti, tra qualcosa dei Candlemass nelle melodie di chitarra e una fascinazione per ciò che succedeva nel Regno Unito nei primi anni Novanta.

Un Viaje Sin Final, invece, mette in mostra il doom classico dei Mortajas, cantato in lingua madre. Attivi da due annetti, anche per loro nessun inedito su questo split: “Liber Elgis” è una cover dei connazionali Codex Gigas, mentre “Un Final” e “Caretas” appartengono all’omonimo debutto del quartetto e sono state registrare dal vivo durante il loro primo concerto. Ahimé, due pezzi piuttosto innocui nei contenuti, ma mi rendo conto che approcciarsi al doom più tradizionale in maniera originale non sia la cosa più facile del mondo.

A conti fatti, uno split a cui sicuramente si concede volentieri un ascolto, soprattutto a The Archdemon’s Decade. Per la controparte cilena, lungi da me puntare il dito contro questi ragazzi praticamente debuttanti: il mio augurio è però di trovare presto una propria personalità e più brillantezza nella scrittura.