ANGUISH – Through The Archdemon’s Head

ANGUISH – Through The Archdemon’s Head

Informazioni
Gruppo: Anguish
Titolo: Through The Archdemon’s Head
Anno: 2012
Provenienza: Svezia
Etichetta: Dark Descent Records
Contatti: facebook.com/pages/Anguish/175400599142558
Autore: Mourning

Tracklist
1. (Intro) Through The Archdemon’s Head
2. Book Of Fox
3. When The Ancients Dare To Walk
4. Dawn Of Doom
5. Lair Of The Gods
6. Illusive Damnation
7. The Veil
8. Morbid Castle

DURATA: 57:06

Gli svedesi Anguish sono una realtà giovane, sorti nel 2007 grazie a membri facenti parte di altre band dell’underground nazionale quali Veturnus, Graveless, Alcolyte Of Moros, Bûrzthrakal e Grief, hanno pubblicato sinora il demo “Dawn Of Doom” nel 2010, lo split “Funeral Wedding/The Veil” in condivisione con i nostrani Black Oath e il debutto “Through The Archdemon’s Head” nel 2012, proprio di quest’ultimo ci andremo a occupare.
Il doom proposto dagli scandinavi è di stampo ortodosso, non vi sono varianti moderne né inflessioni di stampo post, il mood è prettamente sabbathiano, i punti di riferimento insieme agli storici quattro di Birmingham sono monicker quali Cathedral, Reverend Bizarre, Solitude Aeternus e Candlemass, in pratica un misto di oscurità ed epicità riversato in canzoni dalla durata medio-lunga che con cadenze lente, alle volte lentissime come avviene nella più nota “The Veil”, ammorbano e allettano l’ascoltatore tramite un’esecuzione cimiteriale e horrorifica.
Vista così la prospettiva sembrerebbe delle più positive, in effetti l’album nella forma rispecchia in tutto e per tutto ciò che un appassionato del genere vuole e pretende di ricevere, le canzoni non brillano per personalità bensì si difendono utilizzando armi rodate e in tal senso il riffing delle due asce David e Kribbe, vuoi per l’impostazione vuoi per le tonalità alle volte tendenti ad acuire il nero, altre a favorire soluzioni dal richiamo heavy o epico, non dispiace per nulla così com’è discreto l’apporto dinamico del duo basso/batterista composto da Anton e Ralle, in particolar modo in “When The Ancients Dare To Walk”.
La cifra stilistica degli Anguish però è ancora in fase di modellamento sia emotivamente in “Dawn Of Doom” che nella seguente “Lair Of The Gods”, un pilone di cemento che più classico non si può.
Dimostrano insomma di avere le carte in regola per produrre buona musica, quello su cui bisogna lavorare in maniera assidua è lo sviluppo di una identità o perlomeno di un segno distintivo alla proposta, in quanto proprio il panorama doom si è rivelato fra i più ricchi, qualitativamente validi e soprattutto capaci di rigenerarsi adoperando le basi sulle quali è stato costruito per rinascere più e più volte, insomma l’araba fenice del metal.
Devo tener conto che tre dei brani contenuti nel platter sono “old”, parlo di “Dawn Of Doom” e “Morbid Castle” già presenti nel demo e “The Veil”, ci sarebbe da dare una “registrata” alla prestazione di J.Dee, che nei momenti in cui il sound approccia ambientazioni epic stride leggermente non riuscendo a garantire la compattezza e la magniloquenza richieste, molto meglio quando si percorrono territori sepolcrali a quanto pare affini anche alle scelte in ambito di produzione, non propriamente pulita, e quindi propendo per una visione rosea dell’operato degli svedesi.
Siamo solo agli inizi e possiamo anche concederci un’ora di buona musica a farci compagnia senza pretendere chissà che, se siete della mia stessa idea un album come “Through The Archdemon’s Head” suonerà nel lettore svariate volte, riuscendo a soddisfare il bisogno del momento nell’attesa che gli Anguish ci dimostrino di saper valicare le barriere del “canonico”.
Le doti in loro possesso fanno presagire per il meglio e noi auguriamo loro sia davvero così.

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