ANIMUS MORTIS – Testimonia

 
Gruppo: Animus Mortis
Titolo: Testimonia
Anno: 2014
Provenienza: Cile
Etichetta: ATMF
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TRACKLIST

  1. REM Manifesto
  2. Seven Decress
  3. Manuscripts (Emanation & Ascent)
  4. Hyperbole Of Senses
  5. Testimonia
  6. Lvx
  7. Vibrations From The Immaterial
DURATA: 39:46
 

Se non sbaglio è da qualche tempo che manco dal Sudamerica musicalmente parlando, è quindi un piacere fare tappa virtuale in Cile, patria degli Animus Mortis. Personalmente non conoscevo questa formazione black metal, che in dieci anni di attività si è rivelata prolifica (sei uscite sul curriculum) e meritevole di un accordo con la Debemur Morti Productions.

"Testimonia" è il secondo album per i ragazzi di Santiago ed esce per ATMF, etichetta che raramente propone materiale scadente. Abitudine rispettata anche questa volta, grazie a sonorità cariche di atmosfera e pathos, intense ma dirette, per merito di una batteria granitica e spesso e volentieri in blast beat. I Nostri sono in grado di costruire e mantenere una tensione emotiva pressoché costante grazie a linee chitarristiche melodiche e al raggiungimento di alcuni climax pregevoli, come in "Hyperbole Of Senses". Volendo accostare il risultato finale a qualche altra band, potrei pensare a una sorta di incrocio fra Pestilential Shadows per le sezioni più aspre e Woods Of Desolation per quelle più malinconiche e struggenti. Anche il contributo vocale di Sid risulta importante, poiché declama uno scream sulla falsariga di un Attila Csihar "introspettivo", mentre talvolta intervengono passaggi puliti evocativi così come saltuari momenti dal gusto (ma non dall'approccio) più avantgarde.

Per quanto riguarda la qualità della produzione, ho letto pareri discordanti in rete, fra chi la esalta come perfetta e chi la denigra per la scarsa brillantezza. A mio giudizio i Necromorbus Studio (noti fra gli altri per aver "ospitato" Watain e Funeral Mist) nel complesso hanno svolto un discreto lavoro, in quanto coerente con la volontà di mantenere un certo grado di mistero nelle note. Se da un lato perciò non è possibile cogliere tutte le sfumature delle linee chitarristiche, dall'altro viene rispettata la volontà concettuale di esprimere sensazioni trascendenti e astratte, frutto di meditazione e viaggi nella coscienza. D'altro canto però va riconosciuto come la batteria possieda un suono troppo secco e sia eccessivamente in primo piano, cozzando con il grado emozionale complessivo dell'opera.

"Testimonia" non è fornito di tanti exploit o soluzioni inaspettate e convince maggiormente nella sua totalità più che nei singoli episodi, tuttavia sa farsi apprezzare mano a mano che passano gli ascolti, anche per merito della durata contenuta, e che si scava sotto la coltre fatta di suoni non cristallini. Evitando inoltre di alleggerirsi troppo, non compie mai cadute di stile e resta saldamente un buon prodotto black metal tout court.

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