ANKUBU – Divergences

ANKUBU – Divergences

Gruppo:Ankubu
Titolo:Divergences
Anno:2015
Provenienza:Italia
Etichetta:Ghost City Collective
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Pale City
  2. Dulltown Kids Never Win
  3. Chiba Neon
  4. Earth_1_Sunwatchers
  5. Blue Paper Moon
  6. Earth_2_Moons
  7. Vertical Motion
  8. Lost
  9. Chiba Neon [remix Sonambient Broken Neon]
  10. Vertical Motion [remix Microspore]
DURATA:42:29

Ankubu è una delle espressioni musicali del giovane artista pordenonese Marco Zanella (che aspettiamo presto con l’altro suo progetto, Neon Forest), qui alle prese con la seconda uscita sotto questo nome, a seguito dell’ep del 2014 “The Failures”. Allo stesso tempo, “Divergences” è anche la prima uscita di Ankubu all’interno del collettivo ghost.city, realtà molto interessante che ci ripromettiamo di seguire quanto più da vicino possibile.

Per prima cosa, detta collaborazione-partecipazione ha permesso al Nostro di uscire dai confini delle piattaforme online per approdare — come da Manifesto del collettivo stesso — a un’autoproduzione su cd-r in tiratura molto limitata, appena cinquanta copie. Un’affascinante confezione in cartoncino ci guida dunque nel mondo di Ankubu, verso le sue immagini sfocate, liquide e sci-fi. Abbandonate però le oscurità soffocanti dell’esordio, ora si concentra su paesaggi più dolci e malinconici, mantenendo allo stesso tempo tutte le varietà di cui “The Failures” faceva bella mostra.

Non fosse che siamo a conoscenza dell’origine di Zanella, probabilmente lo scambieremmo per un produttore proveniente da qualche località importante, tanto Londra e Berlino riecheggiano nelle gesta di Ankubu. “Pale City” apre le danze col piglio dub e urbano di chi ha studiato a fondo le campionature di Burial, salvo poi rideclinarle secondo la sensibilità di una matrice più diritta, techno. Da lì è tutto un susseguirsi di ambienti e sensazioni al confine tra diversi modi di sentire e di vivere il beat: dub e techno, sì, ma anche idm (“Chiba Neon”), effetti glitch (“Blue Paper Moon”) e ambient (“Vertical Motion”). Tutto organicamente costruito su bassi caldi e rotondi, la vera spina dorsale di queste Divergenze. A chiudere il lotto, due interessanti re-interpretazioni a opera di altrettanti produttori italiani: Sonambient e Microspore.

Una delle scoperte più interessanti dell’ultimo periodo, un nome da seguire con attenzione e cui augurare tutto il meglio possibile, nonché la dimostrazione che non serve vivere a Londra per essere tremendamente attuali.

Concludo segnalando che è possibile seguire le attività del ghost.city collective su tutte le seguenti piattaforme: BandcampFacebookFlickrTumblr e Youtube.

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