ANSOTICCA – Rise | Aristocrazia Webzine

ANSOTICCA – Rise

Informazioni
Gruppo: AnsoticcA
Anno: 2010
Etichetta: Rockfeld Records
Contatti: www.myspace.com/ansoticca
Autore: Mourning

Tracklist
1. A New Dawn
2. Endless Sacrifice
3. Heaven Burns
4. Rise
5. I’m Alive
6. In Silence
7. Faces (On Fire)
8. Open Your Eyes
9. Our Time
10.Tears Of A Clown
11.Open The Gates
12.Willing To Believe
13.Weight Of The World

DURATA: 59:39

ANSOTICCA - Rise Gothic Metal ricercato e ad ampio respiro quello che nel debutto degli Ansottica, “Rise”, viene proposto.
Non è una novità, le basi che gruppi come Nightwish, Within Temptation, After Forever et similia hanno fornito a mo’ d’insegnamento sono l’ispirazione di base ma c’è poi chi riesce a recepire meglio degli altri canalizzando gli sforzi in una direzione che conduce a una prestazione superiore alle mediocre esternazione di un cantato pulito deboluccio sorretto per lo più da corretti catchy spesso stucchevoli.
La band che vede la bella (neanche a dirlo) Carie Van Heden dietro il microfono rispetta sia dal punto di vista estetico/formale, sia da quello musicale i canoni a cui ci siamo ormai abituati da anni, la differenza in un album che potrebbe suonare come tanti la fanno le scelte dei singoli e l’esecuzione delle linee vocali.
I passaggi delicati, l’acustica, gli inserti di flauto, violino, cornamusa e le orchestrazioni potranno non esser novità ma quando un combo ha personalità da vendere lo dimostra rendendo anche le sonorità familiari a tanti più appetibili e concorrenzialmente interessanti rispetto a quelle proposte dai propri colleghi.
Il riffato nei momenti in cui si decide a spingere evita i chitarroni power sin troppo happy che oltraggiano la nomea gotica del genere preferendo soluzioni più decise tanto da ricordare seppur alla lontana peculiarità thrashy, la dinamica del comparto ritmico è molto più varia e complessa rispetto ad altri act lanciando chiari segnali di matrice progressiva e a sensazione e cuore il nome dei Symphony X è quello che come riferimento mi è balenato in testa.
L’attitudine catchy è fondata sull’emozionare l’ascoltatore, rimane il mattone piedistallo su cui è imperniato “Rise” ed è quella la carte che viene utilizzata di frequente.
Gli AntisoccA tenendo conto anche dell’apporto atmosferico che synth e parti strumentali orchestrate infondono hanno creato un album che possiede un paio di hit da non sottovalutare con “In Silence” a guidare un lotto di quattro o cinque pezzi a cui appartengono anche la titletrack e la penultima “Willing To Believe”.
Carie si fa valere, può vantarsi d’avere un’ugola di tutto rispetto, non ha davvero nulla da invidiare a cantanti dalla nomea altisonante quali Tarja e Sharon Den Adel.
Impossibile non notare riferimenti al movimento nu-metal che di tanto in tanto si fanno presenti, soprattutto la voce maschile che accompagna o si va inserendo in controaltare ha un modo di porsi sul pezzo che ricorda quel tipo di movimento musicale.
Certo che uno abituato alle allegrotte o malinconiche esibizioni di realtà come i Delain o alla pomposità power degli Epica non so quanto apprezzerà una “badilata” come “Faces (On Fire)”, del resto che i ragazzi siano differenti è un dato di fatto, per quanto la natura sia quella delle formazioni citate in testa sembra scorrere in loro una linfa vitale più fluida e vivace, le divagazioni in altri territori sono un’esigenza esplorativa di cui sentono il bisogno, in alcuni frangenti anche uno dei maestri del progressive sound olandese, Arjen Lucassen, potrebbe esser scomodato a influenza.
Prodotto egregiamente, cristallino e definito il suono di “Rise” è un’arma non da poco, non stento a credere che gli AnsotticA possano fare il cosiddetto grande salto in poco tempo, sono nettamente al di sopra delle migliaia di inutili cover band che si spacciano come possibili rivelazioni, hanno una Carie che non imita nessuna delle storiche frontwoman del panorama poichè è alla loro portata quindi perché imitare qualcuna se sei brava quanto lei? Cosa manca, la notorietà?
Arriverà col tempo e con una band solida e qualitativamente importante come questa, è una scommessa che continuando a investire sulla loro musica potrebbero vincere a mani basse.
Se amate questo filone del gothic metal farsi scappare “Rise” vuol dire perdere l’occasione d’ascoltare il disco dell’anno, l’acquisto per i fedeli seguaci di tali sonorità è caldamente consigliato.