ANTICHRIST – Sinful Birth

 
Gruppo: Antichrist
Titolo: Sinful Birth
Anno: 2017
Provenienza: Svezia
Etichetta: I Hate Records
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TRACKLIST

  1. Instruments Of Sadism
  2. Savage Mutilations
  3. The Entity
  4. Under The Cross
  5. The Black Pharaoh
  6. Sinful Birth
  7. Burned Beyond Recognition
  8. Chernobyl 1986
  9. Fall Of The Temple Of Solomon
DURATA: 45:22
 

Gli svedesi Antichrist si sono guadagnati i favori degli appassionati di uscite underground: il loro thrash metal furioso, condito di ammiccamenti death e speed, ha macinato e rimacinato i padiglioni auricolari sia con la compilation "Antichrist" (che raccoglieva i pezzi racchiusi nei demo "Crushing Metal Tape" del 2009 e "Put To Death" del 2010) sia con il debutto "Forbidden World" (2011), che ti si scagliava contro indomito e privo di qualsiasi fronzolo.

Sono trascorsi sei anni dall'ultima uscita, necessari per dare alla luce il secondo atto "Sinful Birth", stavolta non sotto l'egida dall'etichetta tedesca High Roller Records, ma della conterranea I Hate.

Sin dall'ingresso in scena della strumentale posta in apertura ("Instruments Of Sadism"), comprenderete che la solfa, per fortuna, non è cambiata per nulla: thrash metal duro e puro sino al midollo, come si suonava negli anni Ottanta. Già al secondo ascolto il collo è ridotto in uno stato pessimo e dolorante, ma si è consapevolissimi del perché e soprattutto del come si sia arrivati a ciò: ruvidità, capacità di affettare l'aria con riff taglienti e aggressivi quanto un kamaitachi, di pestare furiosamente come farebbero dei fabbri incazzati e sfogarsi attraverso una voce in perenne modalità di attacco.

La musica degli Scandinavi ingloba tutte le caratteristiche fondamentali che rendono un album in grado di stenderti: è veloce, volutamente sporca e istintivamente combattiva; rimanda il pensiero a una miriade di band fantastiche provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada, dal territorio europeo (Germania in primis) e australiano (a voi individuarne i nomi e sarà un'impresa tutt'altro che complessa), ma la sensazione di déjà-vu scivola via come se non esistesse.

È a dir poco considerevole la capacità di presa in dote a tracce quali "Savage Mutilations", "The Black Pharaoh", "Sinful Birth", "Burned Beyond Recognition" e "Fall Of The Temple Of Solomon", mentre la frenesia nevrotica di "The Entity" è intrigante; "Chernobyl 1986" invece avanza in una marcia impositoria ed estesa. A tali qualità è doveroso sommare il triviale, rozzo al punto giusto e congeniale supporto, prettamente e autenticamente rétro, garantito dalla produzione svoltasi presso gli studi Red Pulse di Växjö. Il disco insomma funziona dalla «A» alla «Z».

Gli Antichrist si rivolgono a chi è stufo e annoiato di un mondo thrash metal invaso da prove confezionate in maniera perfettina, da scolari esageratamente attenti al particolare e all'imitare al meglio i grandi del passato. "Sinful Birth" è una bomba a mano in attesa di essere liberata della spoletta e di poter esplodervi all'orecchio. Fatevi un favore: azionate l'ordigno e thrash 'till death!

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