ANTICHRISTIAN KOMMANDO – Black Goat Rituals

 
Gruppo: Antichristian Kommando
Titolo:  Black Goat Rituals
Anno: 2013
Provenienza:   Svizzera / U.S.A.
Etichetta: Bergstolz
Contatti:

Soundcloud

 
TRACKLIST

  1. Ritus Sanguis
  2. Ossuary Misery
  3. Chaos Legions Of Hell
  4. Profane Dark Arts
  5. God Crushing Black'N'Roll
  6. Black Goat Rituals
  7. Chalice Of Nightmares
  8. Black Death
  9. Possessed By Evil Curses
  10. Outro – In Eternal Devotion
DURATA: 30:57
 

Con trepidazione apro il pacchetto ricevuto dalla Bergstolz, etichetta svizzera attiva nel sottosuolo più profondo delle Alpi… Antichristian Kommando… il nome mi rammenta qualcosa… sì, certo, qualche anno fa scrissi una recensione riguardo la cassetta demo, che offriva black'n'roll grezzo e primitivo, se non erro.

Il duo intercontinentale si presenta oggi con un CD fresco di stampa che come aspetto esteriore non ha nulla da invidiare al resto dei prodotti che appaiono sul mercato. Il concetto di copertina è sobrio, all'interno troverete una composizione fotografica con i membri della formazione e scarsissime informazioni.

Il primo punto che rilevo è la notevole evoluzione tecnico-compositiva dei musicisti; i passaggi rozzi e brutali non mancano, ma il manico della chitarra è più sfruttato rispetto all'era "Vernichtungsfeldzug" e Nocturnus Dominus esplora maggiormente le possibilità offerte dagli strumenti, dando una solida base alla voce crudele di Winter. Mi dispiace per i membri dell'Esercito della Salvezza che dovessero leggere… no, voi non siete invitati neppure questa volta.

Le tracce promettono tanto divertimento; l'inizio del disco, "Ritus Sanguis", rende già l'idea di quello che vi attende. Scale in stile classico black e cambiamenti di ritmo v'invitano a scuotere la testa sulle note marziali e possenti. Si può senza dubbio obiettare che gli Antichristian Kommando non abbiano inventato l'acqua calda, d'accordo, ma chi ci riesce ancora, oggi? Soggettivamente godo perché non è il solito metallo nero adoratore della percussione a mitraglia, ma che mi diverte con un metronomo calmo e pienamente cosciente di ciò che serve a mandare in estasi un pubblico in vena di musica aggressiva, priva però di baccano inutile. Siete desiderosi di velocità? Beh, non preoccupatevi, qualcosa da mordere lo troverete per esempio ascoltando la terza pista; non posso garantirvi che vi masturberete ascoltandola. Sono sicuro tuttavia che scuoterete la testa al suo ritmo e che sarete entusiasti per la varietà di scale ivi contenute. I competenti lettori di Aristocrazia non avranno difficoltà a scoprire influenze da tutti quei gruppi del sottosuolo di un tempo come Venom, Poison, Darkthrone e da tanti altri che donarono un viso all'acciaio degli Ottanta e al periodo di transizione con il decennio seguente. Sono desolato, non trovo una sola canzone che non sia adatta a un bello scuotimento di testa in compagnia o (perché no?) soli, nel caso in cui la luna fosse particolarmente storta da pretendere uno sfogo personale. Per fortuna esiste il metal.

Siamo alla frutta… accusatemi pure di campanilismo, accusatemi pure di sostenere troppo la scena svizzera. "Black Goat Rituals" mi ha convinto, non dal lato innovativo, ma da quello musicale; non sono amico di chi scopiazza proprio quello che è "in" al momento, no. Mi piace sentire ogni tanto formazioni capaci di risvegliare quello spirito che ho conosciuto anni addietro nel thrash e nel death. Mi permetto di esprimermi per una volta in maniera soggettiva: considero questo lavoro genuino, solido, vario e dunque di mio gusto. BANG YOUR HEAD!

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