ANTIGONE PROJECT – Stellar Machine

 
Gruppo: Antigone Project
Titolo: Stellar Machine
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Lazy Freddy Records
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TRACKLIST

  1. Poison
  2. Schizopolis
  3. III
  4. Mantra Nebulae
  5. Raphe Nuclei
  6. The Black Widow
  7. Pretty Pain
  8. Cardio-Machine
  9. Stellar Machine
  10. Sun'N'Rain [versione demo]
DURATA: 65:38
 

Sono una persona concreta, ci tengo che venga usato il giusto termine quando si identifica qualcosa, quantomeno per evitare ogni tipo di incomprensione. A nessuno piace essere preso per i fondelli, figuriamoci crearsi delle aspettative (basandosi su quanto detto da altri), per poi scoprire che la verità è tutt'altro.

Ecco, "Stellar Machine" degli Antigone Project doveva essere un disco di prog metal, salvo poi scoprirsi una copia poco riuscita dei Muse. Ammetto di non impazzire per il gruppo di Bellamy, ma il problema dei Francesi sta da tutt'altra parte: nella disperata ricerca di soluzioni mistiche e ululate (come appunto spesso fanno i Britannici), "Stellar Machine" annoia in fretta. Certo, il riff dell'iniziale "Poison" fa ben sperare, sempre rimanendo in ambito di rock dalle venature elettroniche, ma basta allontanarsi con "Schizopolis" o "Mantra Nebulae" (che sembra mixata malissimo) per trovarsi in copia-incolla distorti poco convinti dei Muse, o peggio con "III" e la noiosissima "Cardio-Machine" che dopo più ascolti continuano a ricordarmi introduzioni anonime più che veri e propri brani.

Dal punto di vista meramente tecnico, non ci sarebbe poi tanto da lamentarsi, se non fosse per il fastidio provocato dal cantato, che spesso costringe a cambi di tonalità immediati vista la carenza di modularità di Frederic Benmussa, ideatore e autore di tutto ciò che gira attorno agli Antigone Project. Non eccellono neanche gli assoli o la struttura dei brani, mai particolarmente complessi, limitandosi giusto al compitino.

Quello che manca davvero al gruppo francese è un'anima che sia propria, perché l'ombra di Bellamy e soci è troppo presente, portando all'eccesso ripetizioni di passaggi ("The Black Widow") neanche si trattasse di musica elettronica, o giocando esattamente sugli stessi punti centrali della band inglese, si veda l'alternanza del riff di "Pretty Pain".

Insomma, "Stellar Machine" è una prova ben poco convincente secondo chi vi scrive, con pochi spunti e poca personalità, che cerca di emulare artisti che ormai sono diventati fin troppo peculiari in ciò che fanno. Non nego che mi piacerebbe vedere l'estro di Benmussa usato per altro, che sia solo musica elettronica o qualcosa di non troppo museiano, ma non sono certo questo potrà mai avvenire.

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