ANTIKATECHON – Woe Is The Reward

 
Gruppo: Antikatechon
Titolo: Woe Is The Reward
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Rage In Eden
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TRACKLIST

  1. Departure From Light
  2. Mirthless Perseverance
  3. The Inner Accuser
  4. Woe Is The Reward
  5. Unbroken Siege
  6. Hostia
DURATA: 54:38
 

Il nome Antikatechon (dietro cui si cela Davide Del Col) non risulterà nuovo ai più attenti lettori di Aristocrazia, che avranno incrociato sulle nostre pagine la recensione dell'ottimo disco prodotto a quattro mani con Nimh intitolato "Our Hunting For Teeth", né tantomeno ai numerosi appassionati di dark ambient, campo musicale in cui il Nostro si sta ritagliando uno spazio sempre più significativo nonostante il sovraffollamento che da sempre lo caratterizza. Muovendosi sulle orme di artisti quali Raison D'Etre e facendo tesoro con consapevolezza degli insegnamenti di Giuseppe "Nimh" Verticchio, come sempre presente in cabina di regia, Antikatechon dimostra ancora una volta di saper dare un carattere personale alla materia musicale, realizzando un'opera convincente e coinvolgente dal primo minuto all'ultimo.

Senza far mai mancare quell'impressione rituale che da sempre caratterizza la sua proposta, in "Woe Is The Reward" Davide Del Col crea, fin dall'inizio dell'opera, un vortice di oscurità e decadenza, che si concretizza in tutta la sua profondità in "Mirthless Perseverance", brano di oltre quattordici minuti che vede alternarsi nel ruolo di protagonisti assoluti droni e distorsioni per poi cadere nella sua seconda metà in una dimensione ovattata e mistica, in cui un coro sfida le capacità percettive dell'ascoltatore nel tentativo di emergere dall'impasto sonoro. Lo stacco con la successiva "The Inner Accuser" non potrebbe essere maggiore, l'atmosfera si fa malinconica e su uno sfondo composto da voci di bambini e altri campionamenti ambientali un piano tratteggia una melodia minimale.

Arriva poi "Woe Is The Reward" e con essa un fragoroso temporale che accompagna, e a larghi tratti copre, il tappeto di droni che compone il substrato della canzone. L'ipnosi causata dalla pioggia termina con la successiva "Unbroken Siege", dai suoni più fastidiosi e taglienti, scritta nuovamente a quattro mani con Nimh. Chiude "Hostia", in cui torna con la massima forza la dimensione più ancestrale e rituale del progetto Antikatechon, traccia eterea dal potere quasi rigenerativo per gli spiriti coraggiosi che, sprezzanti delle asperità poste di fronte a sè, hanno avuto la forza di giungere fino al termine del cammino.

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