ANTIPOPE – Desert

ANTIPOPE – Desert

Informazioni
Gruppo: Antipope
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/antipopeband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Cursed
2. Brooding
3. A Violent Ritual Of Self-Enlightenment
4. Into The Desert
5. I Fight Evil With Evil
6. The Night It All Became Clear
7. The Radiant Abyss
8. Eternal Champion
9. One Of These Days

DURATA: 50:37

ANTIPOPE - Desert Gli Antipope nascono come band di stampo black nel 2004 variando di molto il tiro nel corso degli anni tanto che nella primavera di questo 2010 pubblicano “Desert”, album che mostra un’evoluzione stilistica alquanto variegata ma che vede la sparuta presenza di elementi del genere estremo.
La formazione si è direzionata verso un metal di stampo progressivo attraversato da fraseggi più o meno intimi o ricercati che ne caratterizzano lo svolgere, tale peculiarità è già riscontrabile nell’opener “Cursed”.
Dotate, di discreta tecnica e gusto, le nove tracce sciorinano un mix influenzato dalla presenza ampia del fattore melodico che si divide fra le fattezze heavy, quelle più forzate a tinte black/death e la presenza dell’approccio avanguardistico e acustico che s’incastra fra loro.
Le fasi tendenti alla velocità come la tirata ficcante in “Brooding” con tanto d’inasprimento della vocalità di Mikko Myllykangas, sono uno degli occasionali orpelli violenti, riscontrabili a esempio anche nella successiva accelerata e aspra “A Violent Ritual Of Self-Enlightment” in cui Juho Rikberg si slancia in un assolo molto coinvolgente.
“Into The Desert” è un brano cantilenante, dalla ritmica lenta supportata da un riffing che richiama i Death (o Control Denied fate voi), l’accoppiata “I Fight Evil With Evil” e “The Night It All Became Clear” si muove su territori prettamente heavy con la seconda più trascinata e malinconica arricchita dall’ennesimo buon solo melodico di Juho, è quindi il turno di “Radiant Abyss”, l’episodio spezza il mood creato con una prestazione più arcigna sin dalle note iniziali, attraversata da frementi scariche che si alternano ai già conosciuti momenti più classici.
E’ una power song “Eternal Champion”, al suo interno tutto ciò che si è sinora presentato viene riproposto e ulteriormente melodicizzato, vi è presente una classica cavalcata maideniana, un pezzo moderno che gioca col passato del genere esaltando ancora una volta il valore dei chitarristi veramente bravi nell’assemblare un riffato accattivante e intervenire in ambito solistico, il disco si conclude sulle note dello struggente acustico “One Of These Days”.
“Desert” è un album particolare, agli Antipope piace alternare momenti d’espansione per poi ripiegarsi su se stessi tornando alle basi, un tira e molla che alle volte risulta incisivo, in altre crea una forma involontaria di staticità o monotonia da soluzione prevedibile, bisogna lavorare su quest’aspetto per consentire al songwriting di fare un ulteriore salto di qualità, una buona dose di personalità è già presente il che si pone a loro favore.
E’ una realtà che ha buone prospettive di crescita, per iniziare passate sul loro space e provateli, non si sa mai riescano a prendervi.

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