ANTIPOPE – House Of Harlot

ANTIPOPE – House Of Harlot

Informazioni
Gruppo: Antipope
Titolo: House Of Harlot
Anno: 2011
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
Contatti: myspace.com/76548764
Autore: Mourning

Tracklist
1. House Of Harlot
2. Communion
3. A Thing So Vile
4. The Carnal Ritual Of Self-Asphyxiation
5. The World Coming Down
6. To A Passer-By In Black
7. Morning Star
8. Waratah
9. Rapeman
10. The Man We Would Like To Hang
11. Happiness In Crime

DURATA: 56:42

ANTIPOPE - House Of Harlot Avevamo lasciato gli Antipope con “Desery”, erano ancora senza una label, a ottobre del 2011 è stato rilasciato “House Of Harlot” e finalmente ne hanno trovata una pronta a supportare il loro progetto, la connazionale Violent Journey Records.
Il disco prosegue il percorso intrapreso con il precedente lavoro, è un album vario, le influenze sono disparate: si va dall’heavy al black, dal gotico all’industriale, dando spazio anche a tratti psichedelici e doomici; la tracklist non si fa davvero mancare nulla, prendete a esempio l’opener-titletrack e la seconda “Communion”, per molti versi potrebbero esser uscite direttamente dal periodo eighties della goth/darwave.
Il connubio di varie emozioni e stili viene esaltato in brani cangianti quali sono “A Thing So Vile” e “Morning Star”, più ipnotici e psichedelici nello sviluppo, si vedano “Waratah” e The Man We Would Like To Hang”, ampiamente melodici nell’esposizione come “The World Coming Down” e in insolite ballate di “morte”, come definire se non così una “Happiness In Crime” che potrebbe essere eseguita da un ensemble insolito costituito da Sopor Aeternus, Grave Digger e qualche altro monicker vi rimbalzerà di sicuro in testa.
Il disco contiene un sacco d’atmosfera, è intriso in più parti di personalità, gli sprazzi presenti in “Desert” sono diventati parte del tessuto compositivo tanto che la crescita sia nel songwriting che nella prestazione vocale di Mikko Myllykangas, mai completa e variegata come avviene in “House Of Harlot”, portano a pensare a una dedizione che finalmente conduce a risultati sperati e solo sfiorati in antecedenza.
L’unica pecca che frena parzialmente la piena riuscita delle release è da considerarsi legata al fattore produzione, purtroppo qualche punto viene perso a causa di una mancanza di spessore e quel tocco di “lucido” aggiuntivo che avrebbe di sicuro giovato ai brani per farne risaltare le caratteristiche, soprattutto quelle ambientali.
Gli Antipope si stanno schiarendo le idee e la luce in fondo alla via adesso appare più luminosa e vicina, passo dopo passo si avvicinano a comporre il loro “masterpiece”, che il prossimo tentativo sia quello giusto?
Nell’attesa consiglio ai più open-minded di prestare attenzione a “House Of Harlot”, il tempo in seguito ci fornirà quella risposta.

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