ANTROPOFAGO – Æra Dementiæ

 
Gruppo: Antropofago
Titolo:
Æra Dementiæ
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Kaotoxin Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Encounter With The Doppelgänger
  3. Body Cell
  4. Helter Skelter
  5. Æra Dementiæ
  6. Paranoid Visions (Pt.2)
  7. The Other Me
  8. God Ov Fire
  9. Voices
  10. Insania Lupina
DURATA: 35:21
 

Non riponevo particolari aspettative nell'ascolto del secondo lavoro dei francesi Antropofago, poiché non mi avevano esaltato né col debutto "Beyond Phobia" (2011) né col successivo ep "Between Fear And Madness" (2012). La mia speranza risiedeva quindi nel fatto che questo "Æra Dementiæ" riuscisse almeno a distaccarsi dalla mediocre e canonica rappresentazione del mondo brutal death metal udita in precedenza, risultato che — almeno in piccola parte — pare sia stato raggiunto.

A essere chiari, non è che i Transalpini abbiano compiuto chissà quale miracolo, ma le bastonate di stampo classico e tecnico mostrate in passato hanno trovato nella forma odierna uno sviluppo leggermente più interessante, grazie al buon supporto atmosferico offerto da un paio di soluzioni ben innestate (penso al rallentamento piazzato nella fase centrale di "Encounter With The Doppelgänger" e all'ingresso arpeggiato di chitarra, accompagnato dal basso tentacolare in "Æra Dementiæ") e al taglio melodico delle sei corde, in grado di contrastare l'ambientazione opprimente all'interno dell'animo gelido di "Voices". In definitiva nulla di realmente eclatante, però quantomeno attesta la volontà di distaccarsi dalll'ennesima mera riproposizione del genere.

Il lavoro è equilibrato, ben suonato e prodotto. Gli Antropofago sanno sicuramente come modellare un album che gli appassionati possano ascoltare con piacere, tuttavia la sua longevità nello stereo è tutt'altro che garantita. Se da un lato i Francesi hanno rischiato nel tentativo di rendere la proposta più varia, è purtroppo evidente che continuino a mancare sia quelle due o tre canzoni adatte a fare la differenza che la capacità di mischiare in corsa le carte in tavola (esempio di bravura in tal senso è raffigurato dai connazionali Gorod). Anche questo secondo disco si ritrova così ancora una volta costretto a navigare nelle acque sin troppo placide e stantie della grigia sufficienza. L'ascolto di "Æra Dementiæ" non credo sia da sconsigliare, tuttavia lascia decisamente l'amaro in bocca.

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