ANY FACE – The Cult Of Sickness

 
Gruppo: Any Face
Titolo:  The Cult Of Sickness
Anno: 2010
Provenienza:  Italia
Etichetta: Buil2Kill Records
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TRACKLIST

  1. Suicide Urge
  2. Stabbing The Core
  3. The Cult Of Sickness
  4. Infecting Human Ground
  5. Happy Tantrum
  6. Dead Corpse Walking
  7. The Unspoken Son
  8. Portrait Of A Nihilist
DURATA: 38:00
 

Ammetto la mia totale ignoranza: gli Any Face giungono al traguardo del secondo full, hanno all'attivo diversi ep e lavori "brevi", sono miei conterranei, e non avevo mai sentito parlare di loro fino a poco tempo fa. Ho fortunatamente rimediato all'errore recuperando questa prima uscita per la neonata Buil2kill e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.

"The Cult Of Sickness" è un album death metal dalle tinte progressive, azzarderei che i redivivi Atheist, così come le parti meno stratificate dei Cynic, siano una presenza assidua negli stereo dei cinque varesotti; parlo solo di tinte, però, perchè i trentotto minuti tondi di questo lavoro lasciano già intuire che lo sperimentalismo, per quanto presente, non è così smaccatamente protagonista. Date le coordinate generali ed entrando nello specifico, si nota subito come la penna dietro questo lavoro si sia rivelata capace e consapevole: le sette tracce del platter ("Happy Tantrum" è infatti una cover dei Regurgitation/Old Lady Drivers) sono varie e riconoscibili, dotate ciascuna di proprie caratteristiche, dagli assoloni melodici ("Dead Corpse Walking" e "Portrait Of A Nihilist") agli inserti più sperimentali (l'opener "Suicide Urge"), ai diversi toni vocali, dove non vengono risparmiati inserti scream, per quanto sia il growl a farla da padrone (seppure a volte con risultati poco incisivi, ma la sensazione potrebbe essere imputabile a scelte di produzione non proprio condivisibili).

A livello di resa dei suoni, il tutto si presenta organico e pulito, anche se (e questa è alle orecchie di chi scrive la maggiore debolezza del disco) un po' troppo piatto ed omogeneo. Un disco con queste coordinate meriterebbe una maggior "personalità" nei suoni definitivi, con una maggiore attenzione verso questo strumento o quella soluzione, a seconda dei casi; in "The Cult Of Sickness" purtroppo risulta tutto eccessivamente amalgamato e costante. Ciononostante la fruibilità del lavoro è invariata e il risultato davvero piacevole; le composizioni sono solide, le interpretazioni anche, e gli Any Face si ritagliano il loro posto di tutto rispetto nella florida scena estrema nostrana.

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