AORLHAC – L’Esprit Des Vents

 
Gruppo: Aorlhac
Titolo: L'Esprit Des Vents
Anno: 2018
Provenienza: Francia
Etichetta: Les Acteurs De L'Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Aldérica
  2. La Révolte Des Tuchins
  3. Infâme Saurimonde
  4. Ode À La Croix Cléchée
  5. 1802-1869 | Les Méfaits De Mornac
  6. Mandrin, L'Enfant Perdu
  7. La Procession Des Trépassés
  8. Une Vie De Reclus (Quand Les Remparts Ne Protègent Plus)
  9. L'Ora Es Venguda
  10. L'Esprit Des Vents
DURATA: 57:56
 

Che LADLO non sbagli un colpo ormai lo sappiamo, quindi salterò tutta quella parte in cui dirò che il terzo disco degli Aorlhac è un ottimo album black metal e la darò per assunta. La formazione transalpina torna sulle scene con la sua terza opera, dopo una pausa durata quasi dieci anni, e per l'occasione recluta un quarto membro, Ardraos, a occuparsi della batteria, così da lasciare al compositore NKS i soli compiti di basso e chitarra. Il fatto che Ardraos, oltre a essere titolare del progetto Sühnopfer, dal 2012 sia anche il batterista dei Peste Noire la dice abbastanza lunga sul livello di culto e di qualità degli Aorlhac.

"L'Esprit Des Vents", «Lo spirito dei venti», è composto da dieci racconti narrati dal quartetto, che da sempre si sente molto legato alla propria terra e si fa alfiere della storia e della tradizione occitane. Per quanto nazione-non nazione, l'Occitania è il vero fulcro della poetica degli Aorlhac, tanto che questi hanno scelto di chiamarsi come la trascrizione in lingua occitana del loro piccolo paesino di provincia (Aurillac, Aorlhac in occitano). "L'Esprit Des Vents" ci racconta così della rivolta dei tuchini arrivata fino nel Canavese ("La Révolte Des Tuchins") o delle «malefatte di Mornac» ("1802-1869 | Les Méfaits De Mornac"), comune della Francia occidentale che nel XIX secolo deve averne combinate diverse, su cui però non riesco a trovare informazioni; ci parla di processioni medievali ("La Procession Des Trépassés") e di leggende basche ("Infâme Saurimonde"), ma soprattutto ci racconta dell'amore per la propria terra.

"Ode À La Croix Cléchée", ode alla croce occitana o croce a chiave, è un vero e proprio inno alla magnificenza della natura, che trasversalmente attraversa Spagna settentrionale, Francia meridionale e Italia del nord-ovest, indipendentemente dai confini politici e dalla burocrazia moderna. Il tutto sospinto a colpi di un black metal melodico che non conosce posa, che infila melodie travolgenti, canzoni ad ampio respiro e addirittura assoli di ottimo gusto, con forti richiami ai primi Dissection, ma declinati con suoni e sensibilità tutti francesi (e per qualche paragone è sufficiente aprire il catalogo della stessa LADLO, che certo non si è trattenuta in questi anni nel dare visibilità a una delle scene più interessanti del panorama contemporaneo).

"L'Esprit Des Vents" dura quasi un'ora, eppure una volta ascoltato tutto è difficile fermarsi e non farlo ripartire. Gli Aorlhac hanno messo insieme un album estremamente interessante, tanto per la naturalezza con cui è composto e per l'ottimo risultato musicale quanto per la particolarità delle storie che riporta alla luce.

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