APNEA – Ethereal Solitude

 
Gruppo: Apnea
Titolo: Ethereal Solitude
Anno: 2014
Provenienza: Nuova Zelanda
Etichetta: Immortal Frost Productions
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TRACKLIST

  1. Trees
  2. Hearts Sea
  3. Blackest Oceans
  4. Celestine Tides
  5. Fields At Fall
  6. Warm
DURATA: 35:12
 

Seppur con notevole ritardo, il sottoscritto aveva avuto modo di presentarvi lo scorso mese di febbraio il progetto neozelandese Apnea, autore sino a quel momento di un solo ep intitolato "Silent Cities" uscito nel 2012. La formazione allora composta da Drew Reid (voce, basso, chitarra e batteria programmata) e Ben Mikkelsen (chitarra) rilasciò un primo lavoro piacevole, ma contenente una serie di alti e bassi qualitativi riconducibili alla staticità e alla prevedibilità della proposta, oltre che a una produzione tutt'altro che perfetta.

Sul finire del 2014 la band ha pubblicato il proprio album d'esordio "Ethereal Solitude", con la novità in primis della presenza del cantante connazionale Sean O'Kane Connolly (Gaoth Anair, Obsidious ed ex In Dread Response) come terzo elemento, mentre l'etichetta che la supporta è ancora una volta la belga Immortal Frost Productions.

E la musica com'è cambiata rispetto a quell'embrionale base emotiva, attraente ma incostante, gettata in passato? Complessivamente è più matura e meglio rifinita. Ripartendo proprio da quello standard compositivo iniziale, gli Apnea hanno trovato il modo di bilanciare in maniera più corretta l'impatto apportato dalle sezioni black metal più roboanti e malsane, così come l'agrodolce sviluppo delle melodie e delle atmosfere post-rock e shoegaze. La prova di quanto avvenuto è insita nella sezione centrale del disco, costituita dai tre brani marini ("Hearts Sea", "Blackest Oceans" e "Celestine Tides"), nei quali l'intensità delle onde ribelli e la placida e funerea quiete dei fondali più oscuri si fondono, dando vita a uno scenario incantevole.

Questa uscita segna davvero il compimento di un netto passo in avanti. La prestazione offerta è strumentalmente più dinamica, specialmente per quanto concerne l'aspetto ritmico, fattore che in antecedenza li aveva penalizzati, tuttavia ancora una volta non completamente convincente a causa del suono della batteria tutt'altro che piacevole. Si tratta di un neo comunque rimovibile, come del resto sono stati rimossi i piccoli problemi legati al suono viscoso — reso odiernamente molto più cristallino — che ingabbiava la voce in "Silent Cities".

"Ethereal Solitude" è una gradita collezione di emozioni, un ascolto che permette di abbandonarsi completamente, alternando scenari distensivi e rilassanti ad altri inquieti e melancolici, voltando le spalle al grigiore cittadino. Grazie a esso la natura è a portata d'orecchio.

 

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