ARABS IN ASPIC – Victim Of Your Father’s Agony

 
Gruppo: Arabs In Aspic
Titolo: Victim Of Your Father's Agony
Anno: 2015
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. You Can Prove Them Wrong
  2. Sad Without You
  3. One
  4. The Turk And The Italian Restaurant
  5. God Requires Insanity
  6. TV 3
  7. Flight Of The Halibut
  8. Saint-Palais-Sur-Mer, Pt. 2
  9. Victim Of Your Father's Agony
DURATA: 37:26
 

Quarto album per i norvegesi Arabs In Aspic e quarto lavoro di buona fattura. La formazione di Trondheim è manna per l'udito, riuscendo a essere orecchiabile e raffinata quanto progressiva, psichedelica e talvolta hard, proponendo un rock che — pur evocando palesemente nomi quali Beatles, Electric Light Orchestra, Deep Purple, Uriah Heep, Pink Floyd, Iron Butterfly e chi più ne ha ne metta — non stanca mai e che scuote e culla l'ascoltatore con la medesima capacità di successo.

La prova di quanto affermato risiede nell'apertura "You Can Prove Them Wrong", dove l'organo di Stig Jørgensen fa la voce grossa, così come nella successiva ballata pop-psych "Sad Without You", dall'atmosfera leggiadra e vivacizzata in zona pre-finale dalla pulsione elettrica della sei corde di Jostein Smeby. Eleganza e capacità strumentali vengono poi nettamente sviscerate in brani come "One" e il conclusivo "Victims Of Your Father's Agony" (episodio che dà il titolo al disco): il primo offre ampia risonanza al lavoro svolto dal duo ritmico basso-batteria composto da Erik Paulsen e Eskil Nyhus; il secondo invece sfoggia melodie ammalianti e un ottimo uso della vocalità corale. Il ruolo di canzone progressiva dominante è lasciato infine a "Flight Of The Halibut", nella quale basso e tastiere riempiono lo scenario, mentre "God Requires Insanity" possiede peso maggiore, è più corposa e dall'incedere spietato.

I trentasette minuti di musica confezionati da questi musicisti volano letteralmente via. Si viene assorbiti da una seducente compagnia che non mostra cedimenti, tanto che i tre episodi più brevi in scaletta (l'accoppiata vintage-psichedelica formata da "The Turk And The Italian Restaurant" e "TV 3" insieme con l'acustica-melancolica "Saint-Palais-Sur-Mer, Pt. 2") risultano essere ben posizionati e ideali nel mantenere intatto quel feeling lussureggiante che attravera le tracce più estese, facendo di "Victim Of Your Father's Agony" un album completo.

Gli Scandinavi hanno realizzato un atto di piena devozione, compiuto con maestria nei confronti dei grandi del Rock degli anni '60-'70, pertanto non ho dubbi sul fatto che possa essere amato e acquistato da un appassionato del settore. Inoltre ci sarebbe da considerare la possibilità che un pubblico più vario riesca ad avvicinarvisi, grazie alla visione a tratti popular, alla delicatezza, ai suoni spesso soffusi e caldi e a una prestazione vocale alla portata di orecchie anche meno abituate a tali sonorità. Tutte queste doti rendono l'album un appetibile e gustoso piatto con il quale nutrire l'orecchio, perciò qualunque sia il motivo, la scusa o la semplice curiosità che vi conduca al nome Arabs In Aspic, alimentate la spinta, perché verrete ricompensati da buonissima musica.

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