ARATIC – To The Early Grave

 
Gruppo: Aratic
Titolo:  To The Early Grave
Anno: 2013
Provenienza:   Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
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TRACKLIST

  1. Residents Of Evil
  2. Satan's Witnesses
  3. I Am The Night
  4. Ninth Gate
  5. Destructing The Light
  6. Shrooms
  7. Puritanist Of The Black Light
  8. Lobotomy Christianus
  9. To The Early Grave
DURATA: 32:44
 

A essere sincero, una volta giuntomi fra le mani il disco degli Aratic sono rimasto alquanto perplesso dalla copertina bruttina, con tanto di esplosione nucleare scontatissima in bella vista. Diciamo insomma che la presentazione non è che m'incentivasse granché all'ascolto, ma per fortuna la musica è risultata essere almeno decente.

Questa nuova realtà finita sotto contratto con la Violent Journey Records del buon Vesa si è formata solo nel 2012 e ha puntato sin da subito a produrre un debutto,  arrivato a distanza di un solo anno e intitolato "To The Early Grave". Il thrash proposto non è particolarmente innovativo né può vantare una modalità di scrittura eccelsa, perlopiù sono i toni muscolari e la grinta a sorreggere il lavoro svolto da Henri Virolainen (chitarra e voce), Teemu Täckman (chitarra), Mika Uusivirta (batteria) e Antti Hurmerinta (basso). Le influenze di base sono molteplici e facilmente identificabili: si passa dalla Bay Area di Slayer ed Exodus alla New York degli Anthrax, sino a spingersi in terra tedesca per chiamare in causa i Destruction con i pezzi che si lanciano costantemente all'arrembaggio, classificando così la prova dei finlandesi come passatempo godibile a base di scapocciate continue. Oltre questo non si può pretendere altro.

La pecca più evidente insita in questo album è rappresentata da una formula ritmica che tende a ripetersi eccessivamente. La dose di mid-tempo pesanti, tesi a mutarne parzialmente l'incedere, avrebbe potuto fornire quel cambio di passo, mai avvenuto, adatto a creare una tensione maggiore all'interno dei brani.

"To The Early Grave" non è un disco insufficiente e canzoni quali "Satan's Witnesses", "Ninth Gate", "Destructing The Light" e "Lobotomy Christianus" allontanano tale pensiero, sfoderando un'aggressività imperterrita apprezzabilissima. Si tratta però del parto di un gruppo ancora immaturo, tanto che la scaletta avrebbe ricevuto giovamento anche dall'innesto di un paio di esibizioni solistiche in più, e quindi da tenere in considerazione in qualità di sola presentazione, nella speranza che gli Aratic in futuro possano offrire agli amanti del thrash prestazioni più esaltanti.

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