ARCEYE – At First Light

 
Gruppo: Arceye
Titolo:  At First Light
Anno: 2013
Provenienza:   Inghilterra
Etichetta: Hostile Media
Contatti:

Sito web  Facebook  

 
TRACKLIST

  1. At First Light
  2. The Storm
  3. The Longest Drive
  4. I Silently Wait
  5. Sirius
  6. Brother Disarmed
  7. Prey Forgiveness
  8. Damage Done
  9. The Thirst
  10. Dusk
DURATA: 47:16
 

L'ambito death-thrash nel 2013 mi ha riservato delle belle sorprese: dopo essermi divertito alla grande in compagnia degli svedesi Dethrone (recensiti per noi da Akh.), ho trovato negli inglesi Arceye un'altra ottima dose di buona musica e scapocciate. La formazione britannica aveva già all'attivo un demo datato 2005, un ep intitolato "As The Ground Consumes You" uscito nel 2007 e il primo album "The Divide Between Chaos And Order" rilasciato nel 2009. Tali lavori avevano inviato dei segnali positivi, ma al tempo stesso non mi avevano davvero convinto, mentre questa seconda uscita si è dimostrata sin dagli ascolti iniziali più matura e completa, sia per ciò che concerne l'impostazione melodica e tecnica che per l'impatto della prova vocale di Al Llewellyn.

La scaletta di "At The First Light" ci mette a disposizione un discreto numero di randellate (la traccia che porta il titolo dell'album, "The Storm", "I Silently Wait", "Brother Disarmed" e "The Thirst") dallo svolgimento vario, la cui brutalità viene spesso intervallata dalla presenza di momenti acustici e dalle piacevoli incursioni in ambito solistico, non mancano poi canzoni in cui le venature progressive e l'atmosfera oscillante fra tonalità scure e altre sognanti (la strumentale "Sirius" e "Damage Done", "The Longest Drive" e "Dusk") vanno ad arricchire una proposta il cui unico tratto severo è rappresentato dal cantato di Llewellyn.

Il disco è compatto, probabilmente un po' livellato nei valori, in quanto si percepisce l'assenza di una vera e propria "hit" trainante, però la composizione è ben più che discreta e gli arrangiamenti sono curati; le sezioni orchestrali e i campionamenti, rispettivamente a opera di Owen Hughes e Andrew Akehurst, ampliano inoltre l'estensione emotiva dei pezzi. Infine la produzione pulita ed equilibrata nell'esposizione dei suoni e il vigore con il quale gli Arceye portano a termine il compito fanno sì che il passaggio nello stereo sia gradito, uno svago del quale gli amanti del genere non dovrebbero fare a meno.

Facebook Comments