ARKHAM WITCH – Legions Of The Deep

 
Gruppo: Arkham Witch
Titolo:  Legions Of The Deep
Anno: 2013
Provenienza:   Gran Bretagna
Etichetta: Metal On Metal Records
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TRACKLIST

  1. David Lund
  2. At The Mountains Of Madness
  3. Iron Shadows In The Moon
  4. Infernal Machine
  5. The Cloven Sea
  6. On A Horse Called Vengeance
  7. Gods Of Storm And Thunder
  8. Kult Of Kutulu
  9. Legions Of The Deep
  10. We're From Keighley
DURATA: 53:51
 

Quando si parla di doom, sì, insomma è sempre una faccenda un po' così; da un lato abbiamo i grandi che hanno creato e sviluppato il genere come Black Sabbath, Saint Vitus oppure Cathedral, tanto per citarne qualcuno. Dall'altro ci salutano parecchie formazioni che, come in altri sottogeneri, si danno all'alchimia musicale, sperimentando con miscugli a volte strani che però non portano a risultati aberranti. I britannici Arkham Witch, gruppo con una signorina alle pelli, appartengono a questa categoria che vuole principalmente divertirsi con ciò che suona.

La corta discografia composta da un demo e due dischi mostra una costante evoluzione, perlomeno dal mio punto di vista. Il lavoro uscito nel 2011, intitolato "On Crom's Mountain", mi sembrava già indirizzato verso lo stile attuale, ma funzionava un poco come un motore col filtro dell'olio sporco. Il potenziale c'era, però non riusciva proprio a rendere in maniera costante, presentando composizioni forti che si perdevano a volte nella banalità. Che cosa ci offre "Legions Of The Deep"? Se, ripeto, se volessimo credere al messaggio della copertina in stile molto naïf, la risposta sarebbe "poco".

Attenzione! Se smetteste di leggere ora, rischiereste di subire la mia ira e pure di perdervi qualcosa di divertente, pieno d'intrattenimento. La prima canzone, "David Lund", ci trascina già con un ritmo monotono, ma pieno di brio che diverte con il suo atteggiamento un poco ipnotico. Perché non variamo il tono? Ma sì, dai, passiamo un poco agli Anni Settanta con la seconda traccia che con un tocco di melanconia ci racconta una storia d'incontri certo strani: vi dice qualcosa il nome Cthulhu? Verso la fine del pezzo sarete travolti dall'unica parte davvero veloce del disco. Ammetto che ogni tanto i ritmi paiano ripetersi, tuttavia, e qui casca l'asino, perché rinunciare al divertimento per tali futilità come il mio parere di critico? "Legions Of The Deep" mette in risalto, secondo me, la qualità live del quartetto che saprà presentare al meglio le sue composizioni in sala di concerto. Non sono solo i ritmi che attanagliano l'ascoltatore; i ragazzi inseriscono spesso e volentieri cori che stimolano a levare il braccio che tiene la birra, cantando a squarciagola.

Quest'uscita non è priva di difetti e, malgrado sappia mantenere il livello musicale abbastanza costante, mi porta a chiedermi perché contenga un pezzo come l'ultimo, acustico, che mi pare superfluo. La produzione non mi sembra particolarmente riuscita; è possente, ma, ascoltando attentamente, mi dà l'impressione di sentire gli strumenti in sordina. Questo, però, è un dettaglio trascurabile e alcuni ascoltatori ne saranno sicuramente soddisfatti.

Signori, siamo arrivati alla frutta. Comprerete il disco qui presentato? Cerco di aiutarvi un poco con la scelta. Vi piace il doom senza fronzoli, diretto, divertente (da condire con birra, tanto per intenderci)? Ve ne fregate della "trueness"? Non vi ricordate più di quello che avete mangiato oggi a colazione, ma sapete che dovere scuotere la testa al ritmo di buona musica? Non vi disturbano influssi Anni Settanta che spaziano però volentieri fino al thrash degli Ottanta ("On A Horse Called Vengeance")? Se avete risposto di sì ad almeno una di queste domande, allora vi toccherà ascoltare questo lavoro degli Arkham Witch.

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