ARRANGED CHAOS – As Time Goes By

 
Gruppo: Arranged Chaos
Titolo:  As Time Goes By
Anno: 2010
Provenienza:  Germania
Etichetta: Painkiller Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Depending On A Charge
  3. As Time Goes By…
  4. Interlude
  5. Denying Anger
  6. Rigor Mortis
  7. Silent Moments
  8. Unexpressed Truth
  9. War Of Suicide
  10. Own Decision
  11. The Final Cut
DURATA: 35:40
 

Il death-core è ormai una moda? La risposta è naturalmente sì! Come la piaga egizia delle locuste sembra aver invaso il mondo metal facendo piovere su di esso dischi che arrivano al massimo a mantenere livelli discreti, ma di capolavori quanti se ne possono vantare all'interno di questo filone? Pochi, veramente pochi, se poi contate che gente come i Despised Icon, uno dei gruppi più importanti del nuovo corso, ha deciso di chiudere i battenti e i Job For A Cowboy sono andati a meretrizio da un po' cosa ci si può attendere? Non lo so davvero. La fascia più melodica del genere poi è piena di cloni che copiano il movimento svedese e giocano a fare gli incazzati progressivi con i break down, è una debacle continua fatta di clichè incollati spesso male e privi di mordente.

Gli Arranged Chaos, tedeschi di Lipsia al debutto con "As Time Goes By" rilasciato dalla belga Painkiller Records, è questo percorso moderno di scontata fattura che hanno deciso di perseguire. I trentacinque minuti dell'album per quanto non siano sgradevoli all'ascolto sembrano un costante déjà vu che si divide fra suono svedese metalcorizzato del dopo 2000 e l'aggressività americana dei J.F.A.C., impatto che viene sbattuto in faccia a più riprese, growl e pigsqueal ad accrescere la violenza sprigionata, spesso e volentieri supportata da questo benedetto assetto melodico che vi farà dire: dove l'ho già sentito? Oppure, ma come ancora sto riff?

Canonicamente ben costruito con brevi inserzioni che puntano sull'atmosfera come capita in occasione dell'intro nel quale è il pianoforte a essere protagonista e in una "Silent Moments" frena pulsioni, delicata al punto da divenire l'ago della bilancia che s'incastra perfettamente fra due composizioni pesanti come "Rigor Mortis" e "Unexepressed Truth". Quest'ultima e evitasse la banalità espresse dall'intervenire della voce pulita reggerebbe meglio il confronto con gli altri due episodi discreti del disco "Denying Anger" e "The Final Cut" che, pur non essendo nulla di speciale, almeno si lasciano ascoltare senza troppi patemi.

Le idee le mettono in ballo, il problema di fondo è che cercano di far combaciare soluzioni che non sempre collimano, la vena progressiva stride non poco con la monolitica e quadrata impostazione -core, la voce regge bene quando urla e si estremizza, seppur standard, mostra carattere, ma quando si fa largo il coretto da canzoncina happy è la fine.

C'è da lavorare sodo sul riffing, una strada si deve scegliere o almeno dare priorità a uno stile non congestionando la proposta con inserti a sproposito ed evitando di dare una conseguenza ai classici stacchi e ripartenze di cui si è strabusato. Altro punto da inquadrare è il drumming, ha bisogno di più potenza e un suono meno rigido nella cassa che quando si lancia nelle scariche di doppia è dura da sopportare. Gli Arranged Chaos sono giovani e tutti questi accorgimenti li possono effettuare in corsa non puntando a nessuna forma d'innovazione, perché lo stile proprio non ne vuole, ma almeno a una composizione più solida.

"As Times Goes By" è un disco che consiglio d'ascoltare solo ai fan incalliti delle prove core addicted, i restanti non ci mettano proprio testa.

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