ARRANT SAUDADE – The Peace Of Solitude

ARRANT SAUDADE – The Peace Of Solitude

 
Gruppo: Arrant Saudade
Titolo: The Peace Of Solitude
Anno: 2015
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: GS Productions
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TRACKLIST

  1. Only The Dead
  2. Feel Like Your Shadow
  3. The Peace Of Solitude
  4. Drifting Reality
  5. No Dream Left In Me
DURATA: 44:15
 

Ho già espresso in più occasioni la mia posizione circa gli Aphonic Threnody e tutta l'allegra combriccola che orbita attorno all'inglesissimo — ma di evidenti origini peninsulari — Riccardo Veronese e al nostro Roberto Mura (dagli Arcana Coelestia agli Urna, passando per gli insospettabili Progenie Terrestre Pura). Bene, la cerchia di progetti che vedono coinvolti l'uno, l'altro o gli altri, visto che non erano abbastanza, si è recentemente arricchita di un nuovo nome: gli Arrant Saudade sono nient'altro che una (ulteriore) band che affonda le proprie radici da quelle parti. Stavolta il credito va a Riccardo Veronese e al cileno Juan Escobar, non a caso dallo scorso anno anch'egli nelle fila proprio degli Aphonic Threnody assieme a Zack Cignetti. Per l'occasione i due si fanno aiutare da un terzo losco figuro proveniente da un terzo Paese, il francese Hangsvart, già mente dietro ad altre recenti formazioni del sottobosco funerario come gli Abysmal Growls Of Despair e i recenti Plagueprayer.

Nomi, soprannomi, gruppi e progetti si sovrappongono e mescolano, rendendo difficile capire chi, quando e dove, ma a noi basta sapere cosa, come e perché. Cosa: il funeral doom. Come: benissimo. Perché: perché questa è tutta gente che al mondo sta molto male. Il risultato è l'ennesimo disco che nella sua semplicità penetra e deposita il suo germe di oscurità nel profondo dell'animo di noi brutallari sensibili. "The Peace Of Solitude" è, manco a dirlo, come quasi ogni altro lavoro che vede coinvolto qualcuno degli artisti in questione, una delle migliori uscite di genere dell'anno che volge al termine.

Solenne, melodico, nero come la pece e desolante come l'inverno della campagna inglese spazzata dal vento, il debutto degli Arrant Saudade è un album assolutamente sopra le righe per qualità e potenza emotiva. Le tastiere di Escobar dipingono immagini di scuola finlandese, Shape Of Despair su tutti, mentre l'ugola di Hangsvart ribolle alle stesse profondità di quella di Antti Boman, creando un contrasto d'altri tempi davvero notevole; trait d'union tra due elementi così antitetici sulla carta, la chitarra di Veronese, in grado di proporre riff dal peso megalitico come ritmiche ben più morbide — per un disco funeral — e addirittura un inaspettato assolo ("No Dream Left In Me").

All'irrequieta GS Productions il merito di aver pubblicato un debutto pressoché perfetto, ma va detto che ormai con questi personaggi si va sul sicuro (anche perché proprio GSP aveva pubblicato un paio di split degli Aphonic Threnody negli ultimi anni). Splendido.

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