ARROGANZ – Dark And Deathless

 
Gruppo: Arroganz
Titolo:  Dark And Deathless
Anno: 2011
Provenienza:  Germania
Etichetta: Blacksmith Productions
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TRACKLIST

  1. Death Of The Blessed
  2. My Rite
  3. Mankind On Fire
  4. Tomorrow Is Born
  5. Hellish Hordes
  6. Disease Ridden
  7. Ecstasy In Doom
  8. Of Blood And Liquid Lights  
DURATA: 48:24
 

La formazione brandeburghese degli Arroganz si era già fatta notare l'anno passato con il demo "Burning Souls", solo undici minuti di musica ma che bastavano per esaltare gli appassionati di black a tinte death e thrash e un solo anno di distanza si rifanno vivi con un album nuovo di pacca che ne dichiara il debutto. "Dark And Deathless" suona come un misto di Celtic Frost, Darkthrone, certi suoni dei Satyricon e svariati gruppi della scena svedese con passaggi che accennano a varianti dall'appeal rock e digressioni che dirigono per brevi porzioni del tracciato in territorio doomico senza affondarvi mai.

Ai ragazzi piace giocare duro, non riscontrerete la presenza di fronzoli o una ricerca particolare nella costruzione del riffing, il pestare facendolo con la consapevolezza d'averne le doti per non ridurlo a un semplice battere continuo fa degli otto pezzi una più che discreta prova di metallo annerito in cui c'è tanta adrenalina quanta cattiveria. Brani come "Death Of Blessed", "Mankind On Fire" rilasciano una furia veloce e compressa, mentre "Tomorrow Is Born", allentando la presa e aumentando la ridondanza nel riffing, acquista un minimo di atmosfera in più che permette al lavoro di offrire un'alternativa al solo schiaffo in faccia nudo e crudo.

"Hellish Hordes" trova un discreto equilibrio fra le varie componenti, sferra assalti ficcanti e incisivi, si adagia lievemente sugli allori per ripartire in maniera scattante, una sorta di elastico che si diverte nello stringere la morsa o far respirare l'ascoltatore mantenendolo così sotto il proprio controllo.

Questo attacco psicologico viene confermato dalle esecuzioni di "Disease Ridden", traccia groovy e più lenta se paragonata a colei che le succede, "Ectasy In Doom", in cui il batterista si trasforma in un fabbro voglioso di smontare il rullante. È fantastico poi il lavoro di basso di K che per tutto l'album si mantiene costantemente presente affiancando le dinamiche di T con M che sia in fase di riffing che dietro il microfono si rivela come una figura solida e su cui poter fare affidamento sempre e comunque.

Quanto di buono fatto sino a questo momento trova ennesimo e positivo riscontro nella lunga e conclusiva "Of Blood And Liquid Lights" che porta a termine "Dark And Deathless" con onore.

Gli Arroganz sono una discreta macchina da guerra, sanno utilizzare le armi che hanno in dotazione senza uscire dal seminato conosciuto, ovviamente con un minimo di personalità propria in più farebbero quel salto di qualità che li proietterebbe nel giro che conta. Il loro "Dark And Deathless" è un disco che si fa amare, basterà metterlo su e le ragioni vi verranno riversate contro, quindi aprite la custodia, il cassettino del lettore, infilate il cd e godetevelo.

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